Come fregare la tua genetica (e perdere peso)

Se hai la percezione che il tuo fisico cada a pezzi o che sia più molliccio di un budino dell’Esselunga, forse questo post fa per te.

Fa per te, però, solo se sei disposto a considerare il tuo corpo come il tuo bene più prezioso (in fondo è l’unico posto in cui “abiti” veramente) e se sei disposto a curarlo molto meglio di quanto tu faccia con la tua automobile, con i tuoi vestiti, o con i mobili nuovi di zecca di casa tua (sì, anche se li hai pagati migliaia di euro).

Ripeto: non ci vuole un genio della filosofia per farti capire che il tuo organismo è il mezzo che più di tutti nella vita ti permetterà di lavorare, di sedurre, di comunicare.

Tradotto: è il tuo bigliettino da visita in carne e ossa. Non solo: è anche un mezzo spaventosamente forte di ricerca spirituale.

Ma qua entriamo in un campo in cui cominceresti a pensare a me come ad un santone New-Age, e io non voglio che sia così. Per cui andiamo oltre, e veniamo al sodo.

Per leggere questo post servono meno di tre minuti di orologio. Se lo fai tuo, il beneficio dura una vita intera e lo puoi trasmettere a figli/partner/amici.

Di che parliamo? Di alcuni cibi che hanno una particolarità importante: “fregano” i tuoi geni dell’invecchiamento e dell’accumulo di ciccia e ti aiutano a rimanere più che presentabile per il resto dei tuoi giorni.


cibo-genetica

Non prendertela con la genetica (semmai fai leva sull’Epigenetica)

Una delle scuse più adottate dagli esseri umani per giustificare un peso eccessivo o uno stato di forma comunque precario è il seguente:

“è colpa dei miei geni, sono fatto così e sono stato sfortunato”.

Ti faccio una domanda alla quale puoi rispondere in cuor tuo, davanti allo specchio e, soprattutto, con onestà. Tanto nessuno ti sente.

Credi veramente di potertela raccontare a lungo? Perché vuoi prenderti in giro? Parliamoci con un minimo di cognizione di causa, per evitare di trovare scuse fasulle.

La genetica conta, è vero. Ma non nella misura in cui credi. Ci sono diverse stime sulla percentuale in cui i tuoi geni determinano il tuo peso, ma una cosa è certa: l’entità dell’eccesso di peso della media delle persone non è giustificabile dall’azione dei geni.

Fine. Basta scuse. O perlomeno trovatene una migliore ;-)

Però, come dicevamo, almeno in parte questi benedetti geni dovranno pur contare, no? Certo che sì.

C’è però una parola che somiglia a Genetica, ma che tu conosci molto meno. La parola è Epigenetica. Questa parolina è estremamente importante. Ti invito a tenertela a mente ogni volta in cui si parlerà di alimentazione.

L’epigenetica, detta in soldoni, è l’insieme delle interazioni tra le molecole che girano attorno ai genie che determinano la loro funzione.

Per cui possiamo dire che l’effetto che hanno i tuoi geni sulla tua vita è dato dalla loro “struttura” (la tua genetica) ma anche dalla loro interazione con le molecole che gli si presentano (appunto, l’epigenetica).

Sulla genetica puoi farci….niente! Almeno per il momento.

Sull’epignetica invece puoi intervenire, eccome.

L’alimentazione in questo senso è un ottimo strumento. Se presenti ai tuoi geni le molecole giuste, indirizzerai la loro funzione nella direzione che preferisci (cioè quella del controllo del peso).

Un esempio di interazione alimento-genetica

Un classico esempio di regolazione epigenetica attraverso l’alimentazione è quello relativo al gene p66.

Gianfrà falla facile! p66? E chi è costui?

p66 è un “gerontogene”, un gene, cioè, che promuove l’invecchiamento attivando una serie di risposte all’interno delle tue cellule, in seguito al segnale che gli viene fornito tramite gli alimenti che mangiamo.

p66 non solo promuove l’invecchiamento, ma causa anche una serie di alterazioni che portano all’accumulo di grasso.

Detto in soldoni: se riusciamo a fare in modo che questo p66 funzioni meglio, abbiamo una maggiore probabilità di essere più magri e campare più a lungo.

Alla faccia della tua genetica che stai colpevolizzando ingiustamente per le tue maniglie dell’amore.

Come facciamo a ridurre gli effetti di questo cattivone di p66?

Ci sono una serie di cibi che hanno preso il nome di “SmartFood” e che si è scoperto essere antagonisti di tutti quei geni che si comportano in modo simile al p66 di cui ti ho appena parlato.

L’elenco di questi cibi, che devi buttare nel carrello del supermercato, è quello che trovi qua sotto.

Arance Rosse
Asparagi
Cachi
Capperi
Cavolo Cappuccio Rosso
Ciliegie
Cioccolato Fondente
Cipolle
Curcuma
Fragole e Frutti di Bosco
Lattuga
Melanzane
Mele
Patate Viola
Prugne nere
Peperoncino e Paprika
Radicchio Rosso
Tè verde e Tè nero
Uva

Un libro molto interessante scritto dalla giornalista scientifica Eliana Liotta è “La Dieta Smart Food“. Il libricino è interessante e di facilissima lettura.

Qual’è un buon regime alimentare che possa imbrogliare i miei geni? Ragionare al contrario.

Siamo arrivati al dunque. Ti ho citato una serie di alimenti da comprare quando passerai dal tuo supermercato preferito, ma ora?

Il concetto è sempre lo stesso, e te ne ho già parlato in altri post come quello del sistema dei tre piatti

La filosofia, la regola d’oro è: quando componi un pasto, ragiona al contrario.

Invece di partire interrogandoti sul piatto di pasta o sul pane da mettere in tavola, e sulla bistecca o sul pesce da cucinare, chiediti: quali verdure metto in tavola? E quale frutta?

Pasta, pane, carne..sono il contorno!

A noi fin da bambini hanno insegnato a fare viceversa: la bisteccONA e le due foglie di insalata. In realtà il nostro corpo ci chiede il contrario: la bistecchINA come contorno, e il 50% del piatto costituito da verdure.

Per cui ogni piatto dovrebbe assomigliare a qualcosa del genere:

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Immagine tratta da Google Images

Il fatto che debba essere il 50% oppure il 35%, oppure il 37,4671% del piatto ad essere costituito da verdure, a un certo punto diventa un dettaglio difronte al concetto principale che è, e rimane, e te lo ripeto: prima pensa a che verdure mettere nel piatto, e poi al resto.

E’ facile? No.

Siamo abituati a ragionare in modo “storicizzato”. Purtroppo la storia è passata e noi non lavoriamo più in mezzo ai campi come i nostri bisnonni che addentavano mele tra una vangata e un’ altra.

L’umanità è cambiata. Deve cambiare anche l’alimentazione.

Ci rileggiamo presto.
Gianfranco

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