Cosa fare nella vita e il paradosso di Barry Schwartz

Se hai intenzione di fare della tua esistenza qualcosa di autentico e di grande ti consiglio di leggere questo post. Troverai un “esercizio” che ti permetterà di costruire una vera e propria “bussola” che ti guiderà lungo il “cammin della tua vita” ;-)

Sto esagerando? Mah, non lo so. Più no che sì.

Allora, lo vuoi fare? Vuoi davvero correre il rischio di individuare la tua strada da percorrere?
Stai attento perché il gioco è pericoloso: rischia di metterti di fronte a orizzonti nuovi e questo potrebbe essere dolorosetto ;-)

Ok, andiamo.

Perché non sai che fare della tua vita 

Oggi ci compaiono davanti agli occhi tantissime possibilità. Troppe. Ci sono un mucchio di corsi e corsetti che ti permettono di poter diventare questo e quell’altro professionista. Entri in una libreria e le copertine fanno promesse altisonanti:

“diventa un cuoco in 24 ore!”;

“chitarra elettrica subito!”.

E così via. Tutte queste sono promesse molto difficili da mantenere. Un libro che si chiama “chitarra elettrica subito!” sarà utile se tu nella tua vita hai appena deciso che sarai un chitarrista. In caso contrario, se cioè non avrai scelto che davvero la sei corde sarà parte della tua vita, lo potrai anche comprare, ma finirà presto nel dimenticatoio o assieme agli altri libri letti a metà.

Di fronte a tutte queste promesse e a tutte queste possibilità, a te povero essere umano, possono succedere più cose: 

  1. Non fai niente. Anzi: ti angosci. Un’abbondanza di scelta NON è sinonimo di libertà. Lo dico io cantantucolo perché stamattina mi son svegliato male? No, lo dice il famoso sociologo statunitense Barry Schwartz nel suo libro (che ti consiglio fortissimamente di leggere) “The Paradox of Choice”. In questo libro Schwartz ti spiega cosa succede quando abbiamo di fronte troppa scelta. Succede che aumentano in modo abnorme le nostre aspettative al punto di staccarsi dalla realtà. Al punto che tu finisci per viaggiare totalmente per aria e ti dimentichi di vivere la vita su questa terra. Queste ultime due frasi le ho aggiunte io. E aggiungo ancora: è come quando hai di fronte il listino con troppe pizze da scegliere. Alla fine, dopo aver scelto con grande fatica come minimo ti aspetti che quella pizza sia la più buona del mondo. E invece non è così.

Per cui il vecchio concetto:

più scelta è uguale a più liberta e uguale a più felicità è bello e sorpassato.

Anzi, andrebbe sostituito con:

avere troppa scelta è uguale a non averne nessuna.

  1. Ti sforzi di fare una scelta, ma siccome non puoi esaminare tutte le possibilità, fai una scelta parziale, basata su un’analisi approssimativa di quello che ti circonda. Ed ecco che ti butti a fare il primo lavoro che ti capita di fare. Ed ecco che stringi una relazione con la prima donna carina che ti capita a tiro salvo scoprire che semplicemente hai scelto come indirizzare la tua vita solo perché l’ansia della scelta ti ha detto: scegli alla svelta e uccidimi!
  2. Sei talmente esausto che perdi il contatto con te stesso e la realtà che ti circonda. Cominci a sognare pesante. Solo che il tuo sogno si trasformare in..un incubo! Cominci a sognare che puoi improvvisarti imprenditore, cantante, biologo, senza prima aver sondato quanto questa attività possa effettivamente permetterti di vivere (magari tenendosi inizialmente il caro vecchio e noioso lavoro) e senza soprattutto esserti prima preparato studiando per quel lavoro. Questa è una cosa diffusissima.

Ok, la domanda è: che devo fare, mi devo ammazzare? Non devo più entrare in libreria? 

No. Io stesso sono andato a tentativi. Nella mi vita ho fatto un mucchio di mestieri prima di capire che diavolo avrei potuto fare con profitto e soddisfazione. E le tre situazioni elencate sopra le ho passate tutte.

 

Prima di passare al prossimo paragrafo (in cui andremo sul “pratico”) ti posto una conferenza TED del buon Barry Schwartz. E’ in inglese, lo so, ma con un piccolo sforzo forse ne puoi cavar fuori qualcosa di utile  ;-)

 

Come faccio a decidere che fare della mia brutta esistenza?

Puoi decidi che fare della tua vita una volta che hai stabilito quali sono i tuoi valori.

Prima non è possibile, mi dispiace. Ed è per questo che ritengo questo post importante.

É una vita che sento sulla bocca di tutti la parola “valore” e per un sacco di tempo non ho capito di che si trattasse. Anzi,”valore” è sempre stata una parola che mi puzzava di moralità. Una parola un po’ secchiona che sapeva di “obbedienza”. Valori cristiani, eccetera (non me ne voglia Gesù: io e lui siamo amici alla grande, solo che suo papà ogni tanto esagera..).

Alla fine mi sono rotto e ho formulato una definizione, non prima di essermi documentato presso sociologi e formatori:

Un valore è uno stato d’animo che cerchiamo di raggiungere attraverso le nostre azioni.

Capisci cosa intendo dire?

Quando tu decidi di intraprendere un nuovo lavoro, una nuova relazione, di vivere in questa o in quella città, lo fai perché stai cercando di vivere uno stato d’animo.

Quali sono questi stati d’animo alias “valori”?I più importanti te li elenco qua sotto.

 

Allegria

Ambizione

Amore

Approvazione 

Autostima 

Avventura 

Calore 

Capacità 

Comodità 

Contribuire 

Coraggio 

Creatività 

Crescita 

Dignità 

Divertimento 

Fama 

Fare la Differenza 

Fede 

Fedeltà 

Felicità 

Fiducia 

Generosità 

Gioia 

Gratitudine 

Impegno 

Importanza 

Integrità

Intelligenza 

Investire 

Libertà 

Onestà 

Orgoglio

Pace 

Passione 

Potere 

Realizzazione 

Rispetto 

Salute 

Sicurezza 

Sincerità 

Spiritualità 

Successo 

Tenacia 

Vitalità

Una precisazione.  Quasi certamente avrai notato che in questo elenco mancano termini come “famiglia” e “lavoro”. Ma come: noi Italiani sono secoli che ce la meniamo con questa storia della famigghiaaaa! Invece la famiglia è un mezzo per soddisfare i tuoi valori ad essa associati; ad esempio sicurezza, amore e stabilità.

Non divaghiamo e torniamo alla domanda principale: cosa cerchi nella vita tra quelle paroline qua sopra? Se ne scegli 5-8 e scrivitele da qualche parte in modo da verle sempre sotto mano. Ad esempio una nota in facebook, oppure sul cellulare; vedi tu. Anche un foglietto nel portafogli può andare.

Alcune avvertenze prima di “costruire la tua bussola di valori”

  1. Prenditi il tempo che serve. Una settimana? Un mese? Usali. Non c’è niente di peggio di ritrovarsi a dover rifare questo esercizio perché lo si è fatto in modo superficiale. Può funzionare subito come richiedere tempo. I tuoi valori spesso sono belli sepolti da un mucchio di stupidaggini che ti hanno sommerso nel corso della tua vita. Scava e troverai. Ma scava. Ti può aiutare una potentissima arma: quella del silenzio. Se non capisci di che si tratta leggi pure il post che ho scritto a proposito del potere del silenzio.
  2. Non fare altro nel frattempo. Questo esercizio è un esercizio per il il quale ti servirà concentrazione. Non puoi farlo in cinque minuti mentre affetti i pomodori. Vattene su una montagna, al bar sotto casa, fatti una passeggiata in un luogo tranquillo.
  3. Non fare il santo. Se sei ambizioso scrivi”ambizione”; se sei una persona insicura non esitare a dire che per te è improtante “l’approvazione”. Mica sei San Francesco d’Assisi che devi per forza scrivere amore e onestà.

E’ finito qua il giochetto? Neanche per idea. Era solo il primo passo. Ora veniamo proprio al dunque.

Visto che hai ristretto il campo (spero), chiediti: quali sono le attività che possono maggiormente soddisfare i tuoi valori?

Qua siamo entrati nel “pratico”. Ora si passa all’azione. Altrimenti le nostre paroline che abbiamo tanto cercato non serviranno a nulla.

Io sono arrivato alle mie scelte attuali andando anche per esclusione. Ad un certo punto della mia vita, diciamo attorno ai 30 anni, le ipotesi erano tante. C’erano veramente tante possibili opzioni in ballo dalle quali avrei potuto trarre profitto. Ho dovuto chiedermi se alcune di queste fossero concrete e durature, oppure solo possibilità momentanee di soldi (e a dire il vero un po’ troppo campate in aria…).

Ho scelto di lavorare come biologo e di scrivere gli articoli per www.studiodarwin.com perché queste attività mi permettono di soddisfare valori quali contributo sociale, importanza, capacità e amore verso chi usufruisce del mio lavoro.

Io mi fermo qui, non vado oltre. Ti è piaciuto il post? Ti invito a dirmelo nei commenti. Se la risposta dovesse essere “si” fai uno sforzo pazzesco: clicca sui pulsanti di condivisione qua sotto. Mi aiuteresti in tal modo a pubblicizzare il sito e saresti utile nella diffusione dei suoi contenuti.

Un saluto!

Gianfranco Di Gennaro

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