Perché ti conviene decidere (subito e bene) cosa vuoi dalla vita

In questo post parliamo di “mancanza di chiarezza di idee” Sto parlando di quel cambiare continuamente idea sul proprio futuro, su ciò che si desidera dalla propria vita. Ti suona familiare?

Ho 36 anni e ho lavorato e studiato veramente tanto. Sul serio: mi viene veramente male a pensare alle notti buttate sui libri e i litri di caffè per tenermi in piedi, studiare e poi lavorare il giorno dopo, e così via. Tu dirai: beh, hai ottenuto dei risultati importanti. Io dico: “si, ma molto meno di quello che avrei potuto raccogliere”. Lo stesso discorso vale per la mia carriera musicale; sono 20 anni che scrivo canzoni e solo l’anno scorso ho registrato il mio primo album ufficiale. Un motivo per cui non ho ancora messo in saccoccia quanto a questo punto avrei potuto è il seguente:

per molto, troppo tempo non ho stabilito in modo chiaro quali fossero i miei progetti e i risultati che intendevo raggiungere.

Tutto qua. Non ci sono altri motivi. C’è stato tutto: la determinazione, l’impegno, la passione, la voglia feroce di spaccare il mondo. È mancato quel piccolo “dettaglio”: la chiarezza di idee, di intenti. Correvo, correvo e correvo, ma non sapevo dove volevo esattamente arrivare.

Ti faccio un paio di esempi: mi sono laureato in Scienze Biologiche ma per troppo tempo ho pensato a specializzarmi su varie discipline senza avere chiaro quale di esse sarebbe poi diventata il mio mestiere. E naturalmente mentre io non avevo chiara una strada, il tempo passava inesorabile. Solo negli ultimi anni sono riuscito a “convergere” sulla nutrizione e umana e sull’epidemiologia.
Per quanto riguarda la musica vale lo stesso discorso. Per anni ho scritto e suonicchiato, ma mai sono riuscito a capire quale fosse lo stile musicale che avrei voluto creare, e mai mi ero posto una scadenza per la progettazione e la pubblicazione di un disco.

Perché la mancanza di chiarezza può essere letale?

La risposta può essere banale ed intuitiva. Anzi, come tutte le banalità di questo mondo , anche questa ha un proprio aforisma dedicato:
non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove vuole andare.

E questo, come dicevamo, è abbastanza scontato.
Io tuttavia in questo post proverò a darti delle spiegazioni che “puzzino un po’ più di scienza”.

#1 Se non hai le idee chiare non sfrutti il tuo Sistema Reticolare Attivante

Sistema reticolare….che????
Non ci hai capito una sega, vero? Il Sistema Reticolare Attivante (SAR) è un pezzettino del tuo sistema nervoso che si trova a livello del tronco cerebrale (in soldoni: dalle parti del collo) e che interviene in una serie di funzioni, tra cui l’attenzione, l’eccitazione e la veglia. Insomma, fa in modo che tu stia con le “antenne dritte”. La domanda che tu ti fai è: Gianfranco, a me che me ne frega di sto pezzetto di cervello che abbiamo tutti quanti in testa? Te ne dovrebbe fregare, eccome. Il SAR ha una utilissima caratteristica: quando tu decidi in modo chiaro quale obiettivo vuoi raggiungere, il SAR ti aiuta a percepire nell’ambiente che ti circonda tutti gli elementi che riguardano il tuo obiettivo.
Il classico esempio è quello dell’automobile. Supponiamo che tu abbia deciso di acquistare un automobile e abbia scelto il modello, il colore e tutto quanto. Ad esempio: una Wolksvagen Golf Rossa, modello TGI. Ci sei? Bene: dal giorno successivo, appena vai a fare un giro per la città, vedrai una quantità smisurata di Wolksvagen Golf Rosse, modello TGI. La vedrai dappertutto! Cosa è successo? Niente. Queste Golf Rosse c’erano anche prima, solo che non le vedevi, perché non avevi chiarito nella tua mente che quella era l’auto che volevi. Per i tuoi obiettivi vale la stessa identica cosa: appena decidi che vuoi raggiungere un certo bersaglio, ecco che comincerai a notare sui cartelloni per strada, nelle pubblicità, nei discorsi della gente, tutti gli elementi che ti possono in qualche modo aiutare o dare un aiutino in più per il raggiungimento del tuo obiettivo.

#2 Se non hai le idee chiare non hai un orgasmo che ti aspetta

Non ti preoccupare, non voglio parlare di sesso e studiodarwin non diventerà un sito a luci rosse. Tuttavia, devi sapere che il “piacere” (ho usato l’esempio dell’orgasmo perchè ‘orgasmo è il padre di tutti i piaceri “propriamente detti”) può essere considerato il fine ultimo di noi umani. Quando noi raggiungiamo qualcosa che desideriamo (un gol in un campo da calcio, oppure appunto un orgasmo mentre facciamo sesso) si liberano una serie di molecole nel sangue e a livello del sistema nervoso, e che producono quelle sensazioni che tutti conosciamo. Se tu non hai una meta precisa (una porta da calcio, o il culmine dell’eccitazione sessuale, come ti dicevo) tu non sfrutti questa potentissima motivazione che è il piacere. E se non hai questa motivazione, semplicemente…non passi all’azione. E i tuoi progetti rimangono chiusi e ben ripiegati nel cassetto assediati dalle tarme.

Prima di chiudere il paragrafo ci tengo ad aprire una parentesi. In queste ultime righe ho parlato di piacere e non di felicità. I due concetti sono molto diversi tra loro. Ne ho già parlato in qualche post passato. Ne riparleremo più avanti. Ti basti intanto sapere che il piacere è legato maggiormente al raggiungimento dell’obiettivo; la felicità riguarda il “viaggio” verso l’obiettivo ;-)

#3 Se non hai le idee chiare fai più fatica a vivere

Non avere un programma preciso ti mette nella condizione di dover giorno dopo giorno improvvisare. Un giorno puoi pensare che potresti diventare un artista, il giorno dopo invece potresti cambiare idea e pensare che ti potrebbe piacere aprire un bar. Insomma, ogni giorno ti trovi nella condizione di dover “decidere” cosa fare del tuo tempo, delle azioni che compi, di come passare in generale le tue giornate. Purtroppo, però, decidere è molto faticoso. Ed è tanto più faticoso quanto più lo devi fare sul momento. Prova a decidere la sera prima che abiti dovrai indossare e prova a farlo la mattina successiva prima di uscire di casa. Quando è che fai più fatica?
Più precisamente questo tipo di fatica che prosciuga le tue energie e ti riduce a uno straccio si chiama “decision fatigue“. Questo dover continuamente sottoporsi al quesito “cosa faccio della mia vita, quali sono i miei progetti”, deprime le tue energie. E meno energie hai, meno capacità di pianificare i tuoi obiettivi avrai. È un brutto cane che si morde la coda. È un vortice malefico e che crea infelicità. E questa infelicità è nutrita dalla continua necessità di prendere decisioni immediate. Il fatto di avere invece un programma preciso ogni giorno ti da una punto cardinale da seguire. E tu non dovrai ridurti il cervello come un colabrodo nel terrore di star buttando via il tuo tempo.

Questo è quanto. Mi ermo qui. Almeno per il momento. Spero che questo post ti possa essere utile come punto di partenza.
L’ideale sarebbe che una voce urlasse dentro di te: “Ok, mi serve un obiettivo preciso; non voglio più improvvisare e vivacchiare fino al giorno in cui sarò troppo vecchio!”.

Come stabilire un obiettivo preciso te lo dico però in un post successivo. Come ben sai, se sei un mio lettore di vecchia data, ci tengo che Studiodarwin possa essere un sito non solo divulgativo di informazioni (come faccio in questo post) ma anche un contenitore di possibili soluzioni da applicare nella vita di tutti i giorni.

Gianfranco

PS: hey, che ne dici,lo condividi questo post? Ti ho messo un bel pulsantino lassù, sotto al titolo. Eddai, eddai.. ;-)

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