Hai un buon “maestro” nella vita?

Uno degli errori più comuni che fanno le persone che rincorrono i propri obiettivi è quello di fare tutto da soli senza ascoltare nessuno. E invece avere dei buoni maestri può fare la differenza. A patto che essi siano “maestri” come si deve e posseggano una serie di requisiti.

Come ben saprai, oltre a fare il biologo, ho una carriera musicale in corso (alla fine di questo mese uscirà il primo singolo del mio nuovo disco). Questa carriera è cominciata quando ero poco più che adolescente e ho cominciato a comporre le mie prime canzoni. Tuttavia, solo dal 2009 in poi essa ha assunto una caratura, passo dopo passo, sempre più professionale e redditizia. Questa impennata produttiva e qualitativa di concerti e di scrittura di canzoni l’ho avuta quando ho incontrato due persone (Vincenzo e Gionata) che, come me, sono impegnati nel mondo della musica. La differenza sta nel fatto che questi due personaggi hanno 20 anni in più di me in termini di età, ma soprattutto di esperienza. Avevo già frequentato artisti più anziani di me. La differenza con loro due è che ho deciso, per la prima volta nella mia vita, di lasciarmi insegnare ciò che non sapevo e, almeno per quanto riguarda determinati aspetti musicali, li considero oggi i miei due maestri musicali.

Lo stesso vale per quanto riguarda la mia carriera di biologo: da quando ho cominciato a riconoscere alcune persone come miei “maestri” e a fidarmi di loro, i miei risultati sono esplosi. Prima di allora ero solo un tale che giochicchiava con le provette in un laboratorio universitario.

7 requisiti che un buon maestro (o “mentore”) deve possedere

Faccio una premessa: per me un bravo mentore, oltre a trasmetterti delle conoscenze professionali, ti prepara alla vita, indipendentemente dal lavoro che andrai a fare o dagli obiettivi che ti sei posto. Un mentore ti insegna a prenderti cura di te stesso, dentro fuori dal luogo di lavoro. Per questo, tra l’altro, finirà per avere una forte influenza su di te come persona: finirai per somigliargli.

Ho individuato 7 requisiti che, secondo me, un buon maestro deve possedere:

1 È vulnerabile. Se sei abituato a pensare al tuo maestro un po’alla vecchia maniera, come un dio invulnerabile e intoccabile, preparati a cambiare ideaUn buon mentore non ha timore di mostrare le proprie debolezze o in competenze. D’altronde questo è uno dei motivi principali per cui un maestro si fa voler bene. Una persona invulnerabile non è “amabile”. É gia a posto così, non puoi entrare nella sua vita e migliorarla. Non puoi dargli niente: ha già tutto.

2 È proiettato all’azione. Un buon mentore da l’esempio attraverso l’azioni. Lui il mentore prima di parlare…fa!  Per te deve essere esempio di vitalità intellettuale e fisica. E deve spingerti ad esserlo a tua volta.

3 Usa le buone e le cattive maniere. Le buone maniere di una persona le ritengo la base dell’educazione ed una prerogativa fondamentale per ogni rapporto umano. A maggior ragione se si tratta di una persona dalla quale vuoi prendere esempio. Ma un buon maestro sa usare anche le cattive maniere, all’occorrenza. Spessissimo, quando entravo nel suo studio, Maria Grazia, la mia tutor di dottorato di ricerca, mi strapazzava dalla testa ai piedi. Mi sbatteva in faccia i miei limiti. Distruggeva ogni mia certezza ed uscivo dalla porta “piccolo piccolo”. Passata la frustrazione, però, mi accorgevo di essere cresciuto. Avevo una nuova consapevolezza. Maria Grazia mi distruggeva e mi ricostruiva meglio di prima. Il giorno in cui ho accettato questo meccanismo, sono diventato un biologo.

4 È in grado di chiedere scusa. Vedi la voce “é vulnerabile”. Chiedere scusa secondo me é un atto stupido e paraculo quando non è pregno di consapevolezza e seguito da azioni finalizzate a recuperare dai danni fatti (o comunque azioni migliorativi). I miei maestri hanno sbagliato e tanto, anche nei miei confronti. Ma poco dopo li ho sentiti bussare alla mia porta.

5 É in grado di modulare le tue insicurezze e indecisioni circa la tua carriera. Un buon maestro deve essere sempre un po’ psicologo e un po’ formatore. Dovrebbe essere in grado di conoscere i tuoi limiti, i tuoi punti di forza e i tuoi margini di crescita. All’interno di queste informazioni dovrebbe guidarti e farti evolvere.

6 Possibilmente dovrebbe avere delle conoscenze.Non prendiamoci in giro. Se un maestro è un santone solitario e ti insegna la vita, va bene. Ma se oltre a questo ha a che conoscenze che tu non hai e che possono essere decisive bella tua carriera, meglio ancora.

7 É competente, fa bene il suo lavoro. Un amico indiano che ho conosciuto durante un mio soggiorno negli Stati Uniti mi disse: il valore di un uomo si misura dalla qualità con la quale svolge il proprio lavoro. Non so se essere d’accordo, in tutta sincerità. Ma un buon mentore necessariamente dovrebbe essere una persona alla quale e riconosciuto il fatto di essere un ottimo professionista. Deve essere un faro illuminante per te e per gli altri.

Già, ma adesso che faccio? Dove lo trovo questo maestro che dovrebbe farmi diventare un Dio in terra?

Guardati attorno. Quali persone potrebbero essere candidate, alla luce di quanto hai letto sopra? Alcuni li depennerai subito. Altri li metterai in lizza. Di sicuro qualcuno, se lo cercherai, lo troverai.

Valuta la persona che individui e chiediti se potrebbe davvero essere per te un riferimento e per quali motivi.

Quali sono i suoi valori? E la sua vita?  Come la conduce? In cosa “crede”? Che risultati ha ottenuto? Fermo restando la tua individualità non la devi toccare, sei disposto a diventare anche solo po’ simile a lui/lei?

Ricordati ciò che un maestro ti deve conferire. Prima ti dicevo di scegliere i propri maestri indipendentemente dal tuo obiettivo professionale, certo. Te lo ripeto: il motivo per cui devi seguire un maestro è quello di farti indicare una filosofia, una strada, una modalità di percorrerla, oltre alle conoscenze professionali che ti servono per quella fetta ristretta di vita che è il lavoro.  Se così non dovesse essere, rischierai due cose: essere un adoratore lecchino e perdere tanto tanto tempo.

Impegnati. Puoi individuare tutti i mentori, i coach, i maestri che ti pare: se non ci metti del tuo li perderai. Chi è disposto ad investire tempo a formare un ragazzotto di buone speranze ma…senza voglia di imparare?

Un’ultima cosa: se hai individuato un buon maestro non esitare e approfittane. Tempestalo di domande, assorbi da lui quanto più puoi. Lui sarà felice di dare, di regalare ciò che potrà.

Spero che tu da oggi possa individuate finalmente le persone che possano in qualche modo aiutarti a costruirti in modo decisivo come individuo, a riconoscere ciò che vuoi e a raggiungerlo.

 

Gianfranco

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