L’autodisciplina e il successo personale

C’è una caratteristica, una parolina magica che divide il mondo in due categorie di persone: quelli che realizzano i propri progetti (lavorativi, artistici, eccetera) e chi invece rimane fermo al palo nonostante le buone intenzioni.

La parolina magica è autodisciplina.

Ora, se anche tu vuoi combinare qualcosa di grosso, prego: butta giù questo post tutto d’un fiato. In caso contrario, in StudioDarwin ci sono tantissimi altri articoli di cui potrai usufruire.

Cosa troverai in questo post? Nella prima parte del post ti dirò cosa si intende con il termine “autodisciplina” e ti racconterò brevemente quella che è la mia esperienza a riguardo. Nella seconda parte, invece, ti indicherò come la cura e lo sviluppo della propria autodisciplina può cambiare la tua vita in meglio e farti salire gradini importanti nel lavoro, nelle relazioni e nella vita in generale.

Che cos’è l’autodisciplina: la mia esperienza a riguardo

Scrivo da anni. Soprattutto scrivo articoli per questo blog e canzoni per i miei progetti musicali. E con tutto questo materiale, negli anni ho sempre voluto sfruttare il tutto in progetti che mi portassero soldi. Nonostante io scrivessi da tantissimo tempo, solo ultimamente, però, sono riuscito nel mio intento.

Perché non prima?

I motivi potrebbero essere tanti e diversi tra loro:

    • ero stanco e non riuscivo a mettermi a lavorare ad un progetto secondario dopo il mio lavoro di biologo;
    • non sentivo di essere abbastanza bravo, all’altezza;
    • nella mia vita alcune situazioni mi mettevano di pessimo umore e mi facevano passare la voglia di fare.

Tutte queste sensazioni, questi stati d’animo, avevano la meglio sul mio desiderio di passare all’azione di far salire il mio livello di impegno e concretizzare in un progetto economico.

Mancavo, cioè, di autodisciplina.

Una buona definizione di autodisciplina è quella che trovi qua sotto.

L’autodisciplina è la capacità di compiere un’azione quando il tuo stato emotivo, la tua voce interiore, ti dice di non compierla.

 

    • Il tuo stato emotivo, ad esempio dice: sei stanco, non metterti a studiare, mettiti sul divano a chattare con facebook.
    • Il tuo stato emotivo ti dice: sei triste, dovresti inviare quella nuova canzone all’etichetta; ma sì, lascia perdere…lamentati un po’ davanti alla TV.
    • Il tuo stato emotivo ti dice: hai lavorato tutto il giorno e sei frustrato; ti meriti un hamburger con doppio formaggio invece della bistecchina di pollo che ti ha prescritto il nutrizionista. Ma chi se ne fotte del pollo e del nutrizionista! Mangiati l’hamburger, alla tua pancia ci penserai più avanti.

Ti suona familiare tutto questo? Questo andazzo è anche il tuo?

Per lungo tempo avevo sempre snobbato la mia bassa capacità di essere disciplinato nel mio tentativo di ottenere risultati veri.

Il concetto di autodisciplina mi suonava come roba per soldati russi che marciano nella Piazza Rossa.

Ad un certo punto, però, ho cominciato a prendere coscienza di quello che era il mio “fallimento”.

Porca miseria: ho tutto questo materiale; possibile che io sia così un mollaccione da non riuscire a concretizzare e a farne qualcosa di buono e proficuo economicamente? Ad un certo punto la vita da scrittore bohemien tutto alcol e creatività non stava più in piedi.

Per amor del vero, bisogna dire che questa passione per un certo cazzeggio lo avevo eredito dalla mia famiglia (da buona gente del sud in casa mia i ritmi erano sempre molto “sedati”..) ma non potevo continuare ad attribuire all’educazione ricevuta la responsabilità del fatto che non riuscissi a combinare niente di buono.

E allora ho cominciato a valutare l’ipotesi di darmi una “sistemata”, di cominciare a sviluppare un po’di “forza mentale”. Nel frattempo mi sono anche specializzato proprio in nutrizione umana, per cui ho cominciato a studiare “scientificamente” (in relazione alle abitudini alimentari) i meccanismi che stanno dietro alla capacità di autodisciplinarsi.

Tuttavia, come io sia riuscito a cambiare marcia, a sbloccarmi, non te lo posso raccontare in questo post. Lo farò in tantissimi post successivi, ma ora sarebbe una questione lunga e fuori luogo. Sappi solo che da quando ho preso consapevolezza del problema ho cominciato a scrivere StudioDarwin, a registrare canzoni e ad avviare la mia attività musicale. Piano piano sono venuti fuori i primi concerti fatti decentemente, è venuto fuori del materiale musicale arrangiato in modo profondo e professionale. Sono passati gli anni e mi sono trovato davanti un contratto discografico con un’etichetta.

Per capire di cosa stiamo parlando ti invito ad andare o sulla mia pagina youtube oppure su quello della mia etichetta, Kutmusic.

Autodisciplina: benefici pratici

Ti ripeto: l’autodisciplina non è roba da regime totalitario, ma un atteggiamento costruttivo nei confronti della vita. Anzi, se venisse inteso in modo grigio e severo (ricordi lo slogan fascista “ordine e disciplina!”?) sarebbe un concetto negativo, mirato all’omologazione degli uomini e porterebbe un messaggio del tipo: obbedite, state tutti buoni e non rompete!

Per come la intendo io, invece, l’autodisciplina è uno strumento che serve a dare forma, a realizzare i progetti che la tua mente partorisce senza aspettare buono buono la pensione sopportando il tuo capo e realizzando i suoi sogni.

Quali sono i benefici di un approccio alla vita autodisciplinato?

#1 La produttività, prima di tutto. Una persona che è in grado di dire di no al divano, alla fine della giornata ha combinato molto di più. Gli impegni della sua agendina vengono tutti spuntati. A me è capitato, ovviamente, con la scrittura. Da quando ho cambiato rotta mi sono ritrovato a scrivere molto più materiale. È un caso? Non lo posso dire con certezza, ma penso proprio di no.

#2 La libertà che acquisisci. Una persona disciplinata è di fatto un persona più “libera”. Essere disciplinati non vuol dire “privarsi” dei piaceri della vita ma “scegliere” i piaceri della vita in modo consapevole. Faccio un esempio: la relazione che c’è tra te ed una schifezza alimentare che dovresti evitare per dimagrire.

Ci sono due situazioni possibili.

La prima: tu stai acquisendo delle sane abitudini alimentari e sei riuscito a perdere tanti chili. Insomma, la tua dieta sta andando proprio bene. Una sera decidi di premiarti e di stare spaparanzato sul divano e mangiare un panino preso dal kebabbaro sotto casa, con tanto di maionese. In più voglio ingurgitare un paio di Moretti.

La seconda situazione è questa: dovresti mangiare ciò che il nutrizionista ti ha detto di mangiare ma tu non riesci a controllarti e ti bevi due birre e ingurgiti il tuo kebab sentendoti in colpa come un ladro. La scusa dietro la quale ti nascondi è: “cosa vuoi che sia per una sera?”. In realtà sai benissimo che stai mentendo perché anche la sera prima avevi ceduto alla tentazione di qualche junk-food come patatine fritte, eccetera.

Succede esattamente la stessa cosa nel tuo salotto, davanti alla TV, ma c’è una differenza ed è la seguente:
nel primo caso sei una persona disciplinata che segue con successo un regime alimentare dietetico e per una sera sceglie di mangiare un kebab;
nel secondo caso sei in balia del kebab che, a questo punto, è lui a scegliere te facendo leva sulla tua mancanza di autodisciplina.

#3 L’autodisciplina ti rende felice. Sembra uno slogan di chissà quale pubblicità e invece è l’esito di una ricerca americana. A dire la verità gli scienziati di Chicago che hanno condotto l’esperimento altro non hanno fatto che confermare un sospetto: sei più felice quando hai passato la serata davanti alla TV girando tra i canali o quando hai messo assieme le tue energie e sei andato in palestra a tenerti in forma?

Ora che ho sbandierato tutti i benefici di questa famosa autodisciplina, direi di smettere di scrivere.

Mi fermo qui, il post stava diventando lunghetto.  Riparlerò presto di autodisciplina in modo più “pratico”, per farti passare all’azione.

Nulla toglie, però, che già da questo articolo tu possa aggiungere dei bellissimi commenti qua sotto nello spazio riservato. Non solo: potrai anche schiacciare quei pulsantini di condivisione che trovi sotto il titolo lassù in alto ne condividere il post con i tuoi amici. Sarebbe cosa graditissima.

Tornando ai commenti, ci tengo a dirti una cosa: i commenti non sono un “vezzo” del blog. Sono uno strumento importantissimo per me, che posso così ricevere un feedback ed un confronto su quanto scrivo, e per te che puoi integrare le tue conoscenze e le tue idee dal confronto con gli altri lettori.

Ciao!

Spero che tu possa realizzare tutti i progetti che hai per la mente, disciplinato o indisciplinato che tu sia.

Gianfranco

Immagine di copertina dal web.

 

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