Come risollevarsi in 2 minuti (anzi, 20 secondi)

In questo post una storia che ci insegna a uscire dai brutti momenti che viviamo nella nostra esistenza e durante i quali ci sentiamo completamente bloccati.

Una ragazza americana stava passando un brutto periodo: sua madre era morta da poco e il rapporto con il suo vecchio padre era inesistente. Per non farsi mancare niente, divorziò con suo marito e dovette affidarsi ai servizi sociali per crescere la propria bambina.

Ad un certo punto le cose stavano per precipitare e i suoi pensieri cominciarono a ipotizzare il suicidio.

Può essere la storia di tante periferie disagiate. Quella di cui ti ho parlato finisce bene. Quella ragazza che soffriva di depressione e che rimaneva a galla solo grazie ai servizi sociali oggi è conosciuta in tutto il mondo. Il suo nome é J.K. Rowling. Per chi non lo sapesse, la Rowling è l’autrice della saga di Harry Potter e prima scrittrice miliardaria della storia.

Risollevarsi

Cosa è accaduto?

É accaduto che questa giovane donna ha cominciato a rispondere alle avversità della vita.

Non ha risposto con la lamentela, oppure incolpando chissà chi.

Ha risposto con l’azione.

Già: rispondere con l’azione. Ti pare facile Gianfrà? Io passo interi pomeriggi sul divano a combinare…niente!

Esattamente. Quando le cose vanno male riuscire ad essere attivi è maledettamente difficile, se non impossibile. Ad esempio, quando una persona vuole cominciare una dieta per perdere peso, quasi sempre ci si accerta che questa persona non stia attraversando un periodo particolarmente stressante o difficile. In quel caso la paura di fondo di questa persona la bloccherebbe, non le permetterebbe di passare adeguatamente all’azione. Per cui si rimanda a tempi migliori.

Prima di andare avanti: nel titolo di questo post ho parlato di “risollevarsi” in termini generali, usando il termine per indicare una ripartenza da tutti quei momenti di tristezza/cattivo umore/angoscia/depressione, che rischiano di mettere in pericolo il nostro percorso di crescita personale.

Ma torniamo a noi.

Allora? Si rinuncia ad agire? La si dà vinta alla paura e ai cattivi pensieri?

La Rowling disse: “potevo decidere se ammazzarmi o se mettermi a battere le dita sulla tastiera e scrivere. Sapevo che non facendo nulla non avrei risolto un bel niente.

Avrei dato, anzi, potere alla situazione che stavo vivendo: al divorzio, alla morte di mia madre. Invece il potere doveva passare nelle mie mani. Ho guardato mia figlia e ho deciso di assumermi la responsabilità del mio futuro”.

Così fece: scrisse il suo prodotto e fece il giro di un mucchio di editori fino a che non trovò, dopo tanto tentativi, quello disposto a pubblicarle il libro. Com’è andata a finire lo sappiamo tutti: successo mondiale.

Gianfranco..con tutto il rispetto e l’ammirazione per sta’ tizia e di Harry Potter. Ma parliamo di me, di oggi, della gente comune. Io ho le bollette da pagare, voglio far carriera, voglio perdere peso. Che faccio?

Va bene, va bene, ci arrivo. Ora, però, prima che io cerchi di darti un piccolo suggerimento su come uscire da questi brutti momenti, iscriviti alla mia newsletter, se ritieni che gli articoli che scrivo ti possano essere utili.

Compila qui sotto. Poi riprendiamo con la seconda parte del post.

Il suggerimento è: COMINCIA!

Già: COMINCIA.

Sei deluso? Pensavi che ti rivelassi chissà quale segreto cosmico?

No. Semplicemente COMINCIA.

Quando le cose stanno precipitando la risposta naturale è la paura.

Ovvio. Si ha paura soprattutto del futuro. E spesso ci si colpevolizza per le scelte fatte in passato.

La paura ha un effetto molto facile da intuire. Anzi, lo conosci già: la paura ti paralizza. Ti inchioda su un divano e magari ti fa buttare il tuo tempo con un sacchetto di patatine in mano.

E allora devi sbloccare la situazione di stallo; anzi, devi proprio sbloccarti interamente come persona.

A questo punto la stragrande maggioranza delle persone pensa a grandissimi progetti.

“Ma no, tirati su: devi mettere in piedi una Start-Up da un miliardo di dollari”. “Forza, su: da oggi si comincia con una nuova dieta e perderai venti chili”.

Non funziona così. Funziona con il semplice atto di cominciare una piccola azione e portarla a termine.

Il metodo dei 2 minuti (anzi, dei 20 secondi)

David Allen, l’autore americano del best seller Get Things Done, la bibbia della produttività personale, tra i suoi suggerimenti, indicava come tutto ciò che può essere fatto in due minuti deve essere fatto subito, in modo da alleggerire da tutte queste microincombenze la tua giornata.

Quando cadi in una di queste forme di “blocco depressivo”, anche pensare di compiere un’azione di soli due minuti può diventare difficilissimo.

Allora devi stringere i tempi. Pensa a qualcosa che puoi fare non in 2 minuti, ma in 20 secondi.

Molte volte mi capita di svegliarmi e di essere, per qualche motivo, completamente demotivato. La tentazione di rimanere a letto, o addirittura di trascinarmi dal letto al divano, è fortissima in quei momenti.

E invece c’è sempre un’azione che posso fare in venti secondi e che può rompere l’inerzia.

In venti secondi si possono fare tantissime cose:

infilare un paio di scarpe per correre;

stendere un tappetino sul quale fare stretching;

accendere il pc per completare un lavoro che ho lasciato in sospeso.

Fai attenzione, è molto diverso da dire:

devo correre;

devo fare stretching;

devo completare il lavoro lasciato in sospeso.

Sto dicendo proprio:

infilare le scarpe;

stendere il tappetino;

accendere il pc.

Per fare queste azioni da venti secondi serve meno energia.

Ma questa poca energia ti permette di cominciare e rompere l’inerzia negativa.

Se la scrittrice americana si fosse fatta bloccare da quel periodo nero, e non avesse avuto la capacità di entrare in azione, a quest’ora come sarebbero andate le cose?

Comincia.

É tutto qui

Ci sentiamo presto!

Gianfranco

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