Un famoso metodo per imparare a pensare in modo efficace e a risolvere i problemi di ogni giorno.

 

Non sai cosa fare, sei in mare aperto. La tua vita sta diventando un problema. Non ha trovato una direzione. Le possibili scelte sono troppe.  Ti ho proposto l’insegnamento delle membrane cellulari, ma non è bastato. Ti manca anche l’autostima necessaria per per compierla una scelta risolutiva. Forse è per via della tua carriera, dei soldi che non sono mai abbastanza. O quella pancia che non riesci ad eliminare. Insomma, si tratta di un loop di insoddisfazioni che rincorrendosi diventano pesantezza esistenziale.

Beh, benvenuto nell’umanità. Quelli che ti ho elencati sono i problemi coi quali ci confrontiamo tutti prima o poi.

 

Ma ti do una buona notizia. Hai uno strumento potentissimo che puoi usare in questi casi, e ogni volta che si presentano problemi di questo tipo:

la tua mente, e il pensiero che essa produce.

 

C’è un problema. Come utilizzare questo potente strumento?

Una soluzione di successo c’è e si chiama “6 cappelli per pensare”. L’ha proposta Edward De Bono, un medico e psicologo maltese. Questo signore ha elaborato alcuni metodi in grado di descrivere ed analizzare i problemi in modo vincente.

I suoi metodi, tra cui appunto quello dei 6 cappelli, li ha portati in aziende come IBM, Ericsonn,British Airways (mica bruscolini..). Vediamo se riusciamo ad utilizzarli nella nostra pratica quotidiana.

In questo articolo ti descrivo brevemente il metodo dei “6 cappelli per pensare“. Il testo di riferimento è uscito nel 1985 e l’ho trovato a 9 euro (un affarone, ne vale molti di più).

Il metodo

Facciamo una premessa e parliamoci chiaro: Edward De Bono non ha la bacchetta magica e non ti pone soluzioni “dirette”; tuttavia il suo metodo è utilissimo nel prendere consapevolezza dei problemi, presupposto fondamentale per il processo decisionale.

Perciò è bene che io ti dica che se vuoi cioè la pappa pronta, ti conviene non leggerlo nemmeno questo articolo. Se invece sei disposto a fare uno sforzo, a metterti in gioco personalmente e prendere di petto la questione, beh….benvenuto, e andiamo avanti.

 

Qual’è la filosofia sulla quale si basa il metodo dei 6 cappelli?

Questa: quando affrontiamo un problema, noi ci approcciamo ad esso formulando pensieri di diversa natura: emotiva, logica, creativa.

Affrontiamo i problemi mescolando una serie di informazioni e di stati d’animo.

Quando affrontiamo un problema, ci approcciamo ad esso formulando pensieri di diversa natura: emotiva, logica, creativa. Troppi.

 

Un calderone pazzesco di pensieri.

Questo caos è uno dei fattori che maggiormente limita la funzionalità della nostra mente.

Come un giocoliere con troppe palle, che per quanto abile possa essere, sarà destinato a fallire.

Il metodo dei 6 cappelli propone 6 tipologie di pensieri da formulare. E ad ogni tipologia corrisponde un cappello da indossare (in senso figurato) di un certo colore. Sei pronto ad indossare questi 6 cappelli uno alla volta? Anzi, siete pronti, durante una runione, ad indossare tutti un certo cappello per risolvere un problema senza far scoppiare un putiferio?

 

Ecco i 6 cappelli.

 

Cappello bianco: il bianco è la neutralità. Quando indossi il cappello bianco ti concentri sui dati di fatto, sulla cruda realtà;

Cappello rosso: il rosso indica i sentimenti, le emozioni: quando lo indossi puoi essere emotivo, capire quali sono queste emozioni e sentimenti che associ al problema che stai cercando di risovere;

Cappello nero: il colore nero indica la negatività; quando lo indossi indica tutti i rischi,i motivi per lui cose possono andare male;

Cappello giallo: è il cappello contrario al nero e ti serve per formulare pensieri positivi associati alla risoluzione del problema; ad esempio tutti i benefici ai quali vai incontro una volta superato l’ostacolo:

Cappello verde: è il cappello della creatività; quando indossi il cappello verde cerchi idee nuove soluzioni. Lasci stare il pensiero logico-razionale e diventi un bambino provocatorio ed impertinente;

Cappello blu: il colore del cielo e del mare. Quello della calma. Serve a vedere il quadro generale della situazione; definisce gli argomenti da affrontare, serve a scegliere il prossimo cappello da indossare. In una riunione generalmente lo potrebbe utilizzare il direttore della riunione, o chi l’ha organizzata.

 

Per riassumere, ecco uno schema che ho scovato in rete e che ti può aiutare a capire meglio il senso di ciascuno dei 6 cappelli:

seicappelli

 

Nella seconda parte di questo articolo ti propongo una soluzione “personalizzata” del metodo, una traduzione libera del significato dei 6 cappelli.

Che ne dici? Interessante? “6 cappelli per pensare” è un libro che ti consiglio fortemente. Leggilo e facci sapere nei commenti cosa ne pensi.

 

Immagine nel testo tratta da http://www.umbertosantucci.it/?p=1292

Immagine di copertina tratta da

Informazioni sull'autore


Gianfranco Di Gennaro

Biologo Molecolare e specializzando in Statistica ed Epidemiologia. C'è di più: una passione spropositata per lo Sviluppo Personale e Sociale. Buona lettura.

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