Come smettere di mangiare troppo (in certi periodi…)

Purtroppo la vita è fatta di periodi buoni e meno buoni. Se hai qualche problemino nel gestire il peso, quasi certamente nei periodi “meno buoni” avrai la tentazione di infilare in bocca qualsiasi cosa ti capiti a tiro. Come si fa a non tracollare?

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Ci sono stati periodi della mia vita in cui ho ingoiato veramente troppo cibo, a ogni ora del giorno. Ogni momento era buono per aprire la credenza e infilare le mani in qualche sacchetto di biscotti o patatine. Quasi certamente erano periodi in cui le cose al lavoro mi andavano maluccio, oppure ero particolarmente scontento delle mie relazioni. Insomma, cercavo qualche “pillolina di piacere momentaneo” per non cadere in preda allo sconforto. La mia auto-disciplina in quei momenti era sotto-zero e, sì, ingoiavo parecchio cibo spazzatura.

Il guaio è che questi periodi possono prolungarsi per troppi giorni e mandarti “fuori controllo”.

In tal caso, addio sogni di gloria e ti ritroveresti di nuovo a fare i conti con il tuo sovrappeso.

Ma come si fa quando accadono questi periodi? Eccoti 3 strategie “mentali” che possono aiutarti a limitare i danni.

Si tratta di una vera e propria manovra di emergenza in 3 passi, un paracadute pronto ad aprirsi nel momento in cui stai precipitando troppo velocemente.

Partiamo!

Step#1 Accetta il periodo “no” (cioè di alimentazione “ad minchiam”)

Ce l’hai uno specchio in casa? Bene, quel tizio che ha infilato in bocca l’ennesimo cioccolatino, oppure un’altra manciate di patatine, beh…sei tu. E stai di nuovo cadendo nel vortice dell’alimentazione incontrollata.

Niente paura. Va benissimo che esistano questi periodi.

La gestione della tua salute e del tuo peso è un…matrimonio. Va visto nel lungo termine.

Non è un’attività che dura una settimana o il tempo di una dieta scritta su un foglietto di carta. Deve durare tutta la vita. E come tutti i matrimoni è fatta di alti e bassi. Non è che quando con il tuo partner hai un periodo “low” mandi tutto a puttane solo perché le cose non vanno al meglio, magari a causa della stanchezza. Cosa fai in quei casi? Se ci tieni alla causa, aggiusti il tiro: cerchi di lavorare di meno, cerchi di comprendere meglio le ragioni della persona che hai accanto, analizzi le tue di ragioni. Nella gestione del peso è uguale: non è che se per 15 giorni mangi maluccio, molli tutto e sprofondi di nuovo riprendendoti tutti i chili persi. No. Ti fermi, ragioni, riaggiusti il tiro, e ricominci a camminare per la strada giusta. Il fatto che tu viva un periodo di alimentazione ad-minchiam ci sta. A patto che sia un periodo che riconosci, e che riorganizzandoti ti lasci alle spalle.

Step#2 Ricorda la versione “strafiga” di te che stai costruendo giorno dopo giorno

Diciamoci la verità: mangiare correttamente fa bene alla salute, al nostro lavoro, eccetera. Ma quando ti nutri bene, ti muovi e ti rimetti in forma, a beneficiarne è anche il tuo ego.

Uno dei motivi principali per cui periodicamente perdi la giusta rotta e finisci a divorare porcherie orrende, è il fatto che dimentichi i motivi per cui stai navigando in una certa direzione.

Quali sono questi motivi? Questo lo sai solo tu, ma generalmente chi vuole mangiare correttamente e rimettersi in forma vuole soddisfare esigenze di salute e di ego. 

Quanto sei più sicuro di te quando ti vedi senza quella orrenda pancia, o hai ridotto la dimensione di certe curve indesiderate?

Già: tutti noi, per raggiungere un certo risultato, abbiamo bisogno di tutte queste motivazioni. Nella tua mente, forse non lo sai, è dipinta la versione di te che ritieni migliore. E’ l’immagine di quell’uomo/donna in perfetta forma, che svolge un certo lavoro che ama, che ha un certo tipo di comportamento alimentare, e che sta raggiungendo i risultati che si è prefisso.

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Ogni tanto questa immagine…scompare! Non la vedi più. I tuoi desideri non esistono più. E a quel punto a decidere non sono più i tuoi desideri, ma le tue emozioni negative: cibo ipercalorico, prego: entra pure nel mio stomaco e rendimi felice anche per un solo momento (anche perché, sì, è il piacere di un solo un momento; poi si ripresenta immediatamente la frustrazione).

Per invertire la rotta devi insistere maledettamente a riprendere in mano, a rileggere, a riportare alla memoria i tuoi perché, i motivi per cui ti vuoi prendere cura della tua salute, i motivi per cui vuoi essere una persona in salute.

Il metodo più classico è quello di scrivere una tua mission e una tua vision, proprio come fanno le grandi aziende per fissare e raggiungere i propri obiettivi.

Mission? Vision? Gianfrà…

ammettilo un volta per tutte: ti sei scolato il cervello tutto d’un fiato eh?

La tua vision è la tua immagine ideale di cui parlavo prima: come è il corpo a cui aspiri? Descrivilo con precisione. Che caratteristiche ha quella persona che abita dentro il corpo? In cosa crede? Che lavoro svolge? Che attività fisica svolge? Come vive la sua vita familiare? Sii più dettagliato possibile nel descrivere l’immagine di te a cui aspiri.

La tua mission è il modo in cui la raggiungi, le azioni che compi ogni giorno, le abitudini che costruisci, le persone che frequenti. Già, perché non basta avere dei buoni propositi ed un piano: poi servono le tue azioni, altrimenti…Nix! Nisba! I risultati non si raggiungono solo per averli scritti su un foglio di carta.

Come tenere a mente la tua mission e la tua vision? Ti cito il modo più semplice: comprati un’agendina, scrivitelo sul muro di casa, sullo screensaver del pc. O semplicemente, tieni un diario: una delle pratiche di vita più sane di sto mondo.

Vedi tu, l’importante è che ogni giorno tu possa dedicare quei due minuti per leggerle e organizzare la giornata di conseguenza.

L’ideale? Al mattino, in pausa pranzo e alla sera. Tre minuti della tua giornata che faranno una differenza enorme. In un post di qualche tempo fa ti parlavo di questa favolosa pratica che si chiama “rifocalizzazione“. Vai, leggiti il post .

Vuoi un’altra tecnica, se proprio non riesci a concepire l’idea di avere una mission e una vision personale? Per poter tenere sempre vive le tue motivazioni puoi mettere sul tuo desktop, o sul tuo comodino o in qualunque posto a portata di vista, una tua foto di quando avevi il peso che intendi raggiungere nuovamente, oppure la foto di una persona con il corpo che ti sei prefissato di raggiungere (sii realista, però, eh…) e recitare il mantra “utilizzerò il potere della mia mente per costruire il mio corpo”. E’ forse una psico-cazzata? Fino ad un certo punto. Per molti lo è; per le persone più determinate e votate all’autodeterminazione, invece, funziona eccome. me lo sono inventato forse io questo trucchetto? No. Questa è una tecnica di visualizzazione usata in particolari metodi di gestione del peso (come ad esempio il metodo ideato dall’americano Jon Gabriel).

Stiamo per arrivare al terzo ed ultimo suggerimento. Prima però rispondi: ti sta piacendo il post? Se sì, iscriviti alla mia newsletter gratuita.

 

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Step#3 Nel periodo in cui mangi male, oltre a correggere, impara!

Se vuoi evitare chilate di frustrazione dovresti riuscire a “vincere anche quando stai perdendo”.

Che significa? Significa che quando siamo in questi periodi in cui mangiamo da cani e in modo praticamente incontrollato, spesso tendiamo a mettere in pratica comportamenti “correttivi”. Ad esempio dopo una giornata alimentare sballata, per dare sollievo al nostro stomaco che tira da tutte le parti come un cavallo pazzo, potremmo dedicargli qualche ora in più di digiuno (leggi questo post per capire come digiunare correttamente). Tuttavia non ho mai apprezzato queste manovre di recupero, anche perché quando protratte nel tempo mi ricordano pericolosamente gli esordi di bulimia nervosa (quel disturbo del comportamento alimentare in cui ci si abbuffa e si vomita per evitare di ingrassare).

Più che cercare di recuperare, allora, prova a imparare. Durante questi periodi, invece di colpevolizzarti, cerca di osservarti. Prova a stampare nella memoria cosa accade nel momento in cui ti alimenti in modo disordinato. Quali sono le emozioni scatenanti? Quali sono i cibi che ti fanno venire il raptus del divoratore? Se riesci a imparare, a riconoscere le situazioni che precedono un comportamento, avrai più potere e una maggiore guida di te stesso, nella scelta dei cibi da assumere.

Voglio esagerare: nel periodo incriminato, quello appunto in cui rischi di prendere peso per le schifezze che ti cacci in bocca, vai in libreria e spendi qualche euro per un buon libro sulla corretta alimentazione. Automaticamente aumenterà la tua cultura alimentare e, automaticamente, stopperai il periodo negativo.

Riassumendo…

Se leggi StudioDarwin vuol dire che vuoi imparare a mangiare bene e a crescere come individuo in tutti gli aspetti della tua vita: relazioni, soldi, benessere.

Alcuni dei nemici che dovrai affrontare durante il percorso sono quei periodi in cui ti lasci andare a un’alimentazione completamente casuale e incontrollata (o a qualche altra cattiva abitudine, se preferisci generalizzare).

Come si fa in questi casi a riemergere dalle nebbie?

  • Non colpevolizzarti; questi periodi ci sono e ci saranno sempre. Accettali. Fine. Spesso non dipendono da te. Se arriva il terremoto e ti distrugge la casa non ti chiedi se sia colpa tua oppure no. Lo stesso vale per quando passi un periodo in cui mangi come un indemoniato.
  • Ricomincia a tenere bene in mente la versione migliore di te che vuoi essere. Fai in modo di poter rileggere i tuoi propositi ogni giorno, oppure piazza una fotografia del corpo che intendi costruire attraverso il tuo stile di vita. La tua mente è il miglior alleato che puoi trovare: continua a tenerla ben “educata”.
  • Quando sei in un periodo no, dopo averlo accettato, rilancia quanto prima possibile: pratica una nuova tecnica, sperimenta delle nuove ricette salutari, compra un nuovo libro da studiare nell’ambito della gestione del peso. Stai perdendo, ma puoi comunque ricominciare, allo stesso tempo, a vincere.

Fine.

Questo post non ti salverà la vita, ma se lo leggi e lo fai “tuo”, nei momenti in cui le cose girano male, potrà aiutarti a limitare i danni e a imboccare nuovamente la strada che stavi percorrendo.

Gianfranco

Foto da Google Images

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