Cosa succede quando mangi troppo sale?

Qualche settimana fa ero in vacanza al mare, a Marcelli di Numana, nelle Marche, posto bellissimo che ti invito a visitare.

Alla sera, quando siamo arrivati, ho deciso di preparare un piatto di pasta con un sugo pronto di pomodoro e basilico e…DRAMMA! Abbiamo dimenticato il sale.

Che si fa? Niente, si fa senza.

Ci mangiamo la pasta senza sale.

La notizia importante è che non è morto nessuno e che, anzi, quegli spaghetti al pomodoro erano veramente buoni e non ci siamo nemmeno accorti che l’acqua di cottura della pasta era senza sale.  

E allora facciamo un brevissimo punto sul problema eccesso di sale nell’alimentazione.

Di per sé, il sodio contenuto nel sale che mangiamo non fa male, come pure il cloro ad esso associato.

Essi sono elettroliti fondamentali per tantissime funzioni biologiche: trasmissione di impulsi nervosi, contrazione muscolare, mantenimento del ph, acidità, del sangue, eccetera.

Qual è però il limite di sale raccomandato al giorno?

L’OMS dice 2 grammi al giorno.

Alcuni hanno suggerito di mantenere il livello precedentemente raccomandato: 5 grammi al giorno.

In Italia ne mangiamo più di 10 grammi al giorno.

Già un panino con 50 grammi di crudo contiene circa 2-3 grammi: non ne parliamo quando mangiamo una pizza o un kebab.

Moriremo per questo eccesso di sale? Forse.

Quali effetti immediati del troppo sale?

Bocca salata, gonfiore dato dalla ritenzione idrica da parte dei reni, ipertensione temporanea, eccitabilità dovuto allo squilibrio idrico cellulare che rilasciano acqua nel sangue per diluire il sodio.

E a lungo termine che succede? Problemi di ipertensione soprattutto in determinati soggetti con altri fattori di rischio o con particolare sensibilità al sodio.

E poi c’è sua maestà, il tumore allo stomaco che, epidemiologia alla mano, compare con circa il 50% di probabilità in più per chi consuma tanto sale.

Come riduciamo il quantitativo di sale?

Questo è un problema: il sale crea assuefazione e rischiamo di trovare insipido qualsiasi piatto, solo per la nostra abitudine a mangiare ultrasalato.

Cerca su google “cibi con maggiore contenuto di sale” e troverai un elenco dettagliato, ma senza andare troppo in là, i soliti noti sono i cibi pronti o in scatola, tonno, salumi, formaggi stagionati.

Ma se proprio vuoi un criterio decisionale, guarda il contenuto di sodio indicato sulle etichette alla voce “sodio”:

se leggi una quantità superiore a 0.5g/100g, hai a che fare con un prodotto ad alto contenuto di sodio;

da 0.5 fino a 0.12g/100g si parla di medio contenuto di sodio;

al di sotto dei 0.12g/100g è un prodotto a basso contenuto di sodio.

Se puoi, metti nel carrello questi ultimi.

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