Combattere il sovrappeso: sei pronto ad accettare la (tua) realtà?

Tanto tempo fa, quando ero ancora studentello, dovevo far quadrare i conti dei quattro soldini che guadagnavo con i lavori tipici degli studenti universitari. E in un certo periodo avevo come l’impressione di spendere un po’ troppi soldi. La mia, più che un’impressione, era una certezza; io sapevo già che in quel periodo avevo un po’ le mani bucate, ma continuavo a raccontare a me stesso la storiella per cui no, i soldi che usavo erano in realtà sempre quelli. Finché non ho poi fatto un calcolo veramente preciso di quello che lasciavo uscire dal portafogli e allora, si, ho dovuto accettare la realtà e aggiustare il tiro.

Tu ora dirai: Gianfranco che ce ne frega? Questa storiella è per dirti che uno dei motivi per cui perdere peso è spesso così difficile è la mancata accettazione della realtà dei fatti, di ciò che siamo, senza nasconderci dietro a niente. Molto spesso raccontiamo a noi stessi ciò che ci farebbe comodo che sia, ma non quella che è veramente la verità. Il primo passo, perciò, per cambiare in meglio il nostro corpo, è proprio questo: guardare il punto in cui siamo ora e da cui partiamo. Questo vale per un percorso salutistico, come il raggiungimento di un peso migliore, ma anche nella vita personale, nel lavoro, e via dicendo.

Cosa succede in ambito dietoterapeutico?

Un fatto, ad esempio, estremamente frequente, è quello per cui una persona, quando si siede davanti al proprio nutrizionista o al medico di base, che gli chiede, quali siano le sue abitudini alimentari, ecco che la persona tende a sottostimare ciò che mangia durante il giorno, in termini di frequenza di pasti, di quantità, eccetera. Ci sono delle bellissime ricerche che parlano proprio di questa tendenza da parte del paziente a compiacere chi si trova di fronte. Se hai tempo e voglia di darci un’occhiata e ti va di approfondire questo aspetto te ne segnalo un paio “storiche” dalle quali partire.
La prima, quella di Heymsfield del 1995, sull’American Journal of Clinical Nutrition e si intitiola The calorie: myth, measurment, and reality. La seconda, Limitations in the assessment of dietary energy intake by self-report, in Metabolism, sempre del 1995.

Cosa devo fare nella pratica?

Ma senza andare a fare troppi giri di ricerche e ricerchette, la questione è molto semplice: se ci pensi bene, questo rischia di compromettere estremamente quella che è la tua autostima e la fiducia che hai in te stesso. Se scopri che qualcuno ti ha mentito, ti fideresti ancora di li? Probabilmente no. E allora se menti a te stesso che potresti poi pretendere di credere in te stesso.

Ed ecco che, allora, una buona pratica, prima di cominciare a pensare a quale dieta seguire, è proprio quello di descrivere la propria realtà, senza imbrogliare, senza essere indulgenti verso se stessi.

Vabbene, fine della ramanzina. Come puoi fare, come è che puoi passare all’azione?

Step numero 1:

prendi una bella macchina fotografica e scattati una foto come mamma ti ha fatto. Poi mi raccomando: la foto tienila per te. Sarà solo una questione estetica, ma sai che cosa sei ora, senza doverlo immaginare ogni volta.

Step numero 2:

prendi un quadernino e segna tutto ciò che mangi. Ripeto: TUTTO ciò che mangi, che metti in bocca e mandi giù. Anche la caramellina alla liquirizia che mi hanno offerto stamattina? Si: tutto. E fallo per una settimana. Una settimana non è un tempo poi così lungo. Serve a capire quale sia il tuo reale comportamento alimentare.

Step numero 3:

sullo stesso quadernino segna l’attività fisica che fai, oltre alle tue normali attività quotidiane. Sempre che tu di attività fisica ne faccia.

E infine…

E infine prenditi un paio d’ore libere per farti una passeggiata, e scrivi da qualche parte, magari sempre sul famoso quadernino, le tue motivazioni. Diciamo almeno tre motivi per cui vuoi perdere peso, vuoi dimagrire, vuoi rimetterti in forma. Non devono essere le motivazioni più nobili. Devono essere le motivazioni più vere, più autentiche, più reali. Vuoi metterti a dieta perché vuoi fregare il fidanzato alla tua vicina di casa? E scrivilo. L’importante è che siano quelle reali.

Devi fare altro? Si. Ora puoi metterti finalmente in cammino verso il tuo obiettivo di peso, cambiando piano piano le tue abitudini.
Se vuoi andare, che ne so, da Roma a Napoli, tutti si concentrano sulla destinazione, su Napoli, sull’obiettivo. Ma per capire che mezzo usare, in quanto tempo andarci, com’è la situazione del traffico, allora devi sapere prima bene dov’è Roma, cioè il tuo punto di partenza.

Iscriviti alla mia newsletter settimanale gratuita

Ricevi periodicamente i miei articoli. Potrai cancellare la tua iscrizione in qualsiasi momento con un semplice click.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

top