Come alimentare i nostri anziani?

Uno degli aspetti della vita che mi è sempre stato a cuore è la tutela degli anziani, il sollievo dalla loro solitudine, l’ascolto delle storie che ci vogliono raccontare.

E ritengo che, nel momento in cui il loro interesse per la qualità della vita può venire meno, aiutarli perlomeno a mangiare meglio sia un notevole passo in avanti.

Quali sono dei suggerimenti pratici per sostenerli nella loro alimentazione quotidiana?

Ne parlo nel video che trovi qui di seguito:

PS: se invece preferisci la lettura, te ne allego anche una trascrizione

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Ultimamente ho dovuto tirare le orecchie a mia madre , donna dalla forchetta facile e che come tante persone di una certa età si mette davanti alla televisione o con un libro in mano e poi sbeccola di tutto e di più.

Io non so se però se, nel fare la ramanzina alla mia cara mamma, abbia fatto bene o no.

Il problema è che gli anziani hanno una biologia, una fisiologia che è diversa dal giovane adulto.

Ad esempio una condizione molto sottovalutata è quella in cui gli anziani non hanno hanno patologie diagnosticate, ma soffrono della cosiddetta “Fragilità dell’anziano”.

Di che si tratta: di una serie di sintomi, perciò una sindrome, caratterizzata da lentezza, perdita di peso, debolezza, spossatezza e basso livello di attività fisica.

Ora io non sono un geriatra, ma qualche riflessione dal punto di vista della prevenzione attraverso l’alimentazione la possiamo comunque vedere assieme.

Partiamo dal peso: la valutazione del peso nell’anziano è diversa rispetto all’ adulto giovane. Ad esempio il costante sovrappeso è un fattore di rischio nell’anziano come nell’adulto, ma la perdita di peso è quasi sempre peggiore dell’eccesso. Per cui il sovrappeso, nell’anziano, quando non è eccessivo, potrebbe,addirittura essere meglio tenerselo,

Ma come, sono anni che ci dite che il sovrappeso e l’obesità ogni anno sono responsabili di 300.000 morti. E adesso viene fuori il contrario.

Ripeto: è diversa la biologia tra adulti e anziani. La prima cosa da considerare, per esempio è che nell’anziano un guadagno di massa corporea è spesso auspicabile per evitare ad esempio fratture alle anche, nel momento in cui cadono per terra come è tipico della loro età.

E questo guadagno auspicabile di massa corporea ce lo quantifica con precisione il National Institute of Health di Washington, in pratica il centro ricerche governativo degli Stati Unite, luogo in cui ho avuto la fortuna di esercitare per un breve periodo. Beh, il nih ci dice: per gli over 65 il BMI, indice di massa corporea ideale non è più fino a 25, come per gli adulti, ma è tra 25 e 27.

In aggiunta a questo dato é interessante citare il cosiddetto Paradosso dell’obesità : gli anziani con problemi di sovrappeso, rispetto a quelli normopeso, si ammalano di più frequentemente di determinate malattie: diabete, problemi renali, disturbi coronarici, ma poi resistono meglio, vediamo una minore mortalità tra queste persone con maggiore massa corporea, proprio per questo presunto effetto protettivo di questi chili in più.

Ovviamente non sto dicendo che dovete cominciare a ingozzare i vostri anziani per farli ingrassare.
Il messaggio è: se stanno bene e hanno un lieve sovrappeso fino a un indice di massa corporea di 27, allora teniamoceli così come sono.

Se invece hanno patologie diagnosticate su cui è necessario intervenire nutrizionalmente, diabete, ipertensione eccetera, oppure manifestano una sindrome da anziano fragile come dicevamo prima, allora è bene prevenire il presentarsi di una possibile patologia o dia aggravarsi di quelle già presenti facendo una valutazione con un nutrizionista qualificato.

Andando nel dettaglio nutrizionale, alcune buone idee sono queste:
per preservare la massa muscolare meglio evitare pasti troppo abbondanti in proteine, ma spezzare la quota proteica in più spuntini.

Questa quota proteica, nell’anziano, soprattutto quello fragile, deve essere superiore rispetto al giovane adulto per stimolare la sintesi di proteine Miofibrillari. Detto in italiano, per mantenere il tono muscolare.

Quante proteine più precisamente? Almeno 1.2 g per kg di peso corporeo, ma fino a 2 in caso di malnutrizione o malattie croniche.

Sempre per preservare la salute muscolo scheletrico dei nostri anziani può essere necessaria integrare con vitamina D, visto l’abbassamento dell’assorbimento del calcio con l’età e la riduzione della produzione endogena della vitamina D stessa.

Altro fattore determinante per la salute degli anziani, soprattutto d’estate, -lo sai già perché ne ho parlato in un altro video ad hoc sull’acqua- è il mantenimento dell’idratazione, perchè il riconoscimento della sete come stimolo nell’anziano è meno funzionante rispetto ai giovani. Ed ecco che il rischio disidratazione e sempre dietro l’angolo. Quanto bere: 2-2,5 litri d’acqua al giorno, acqua possibilmente ricca di calcio e se possibile anche di solfati, di magnesio. Mi vengono in mente, come acque ricche in calcio, l’acqua Lete o la Sangemini, così per avere un’idea proprio pratica da supermercato.

Ovviamente, tutto questo è bellissimo, ma per preservare massa muscolare e densità ossea oltre le proteine, al calcio, la vitamina d e bla bla bla servono anche gli stimoli giusti per far funzionare tutto questo apparato biochimico. Qual è il mammasantissima di tutti questi stimoli che aiutano a mantenere sane ossa e muscoli degli anziani, ma in generale di tutti noi: l’ attività fisica.

Non c’è bisogno, ovviamente, che un settantenne diventi un bodybuilder o un ginnasta che salta da una parallela all’altra, ma quasi sempre è sufficiente che ci si muova, che si faccia delle passeggiate, qualche lavoretto fisico e che non si stia i pomeriggi interi davanti a una televisione, come fanno molti.

Questa fa tutta la differenza.

Questo però deve partire da noi: non consideriamoli inadeguati all’attivita fisica ma anzi, quando possibile, teniamoli attivi e partecipi della vita sociale.

Perché bisogna semplicemente smettere di considerarli coloro a cui pagare la pensione; facciamo un salto di mentalità e non consideriamoli più anziani, ma semplicemente persone più adulte di noi, che conoscono storie e aspetti della vita che noi non conosciamo ancora, e facciamo in modo che ce le possano insegnare e possano usare il loro passato a favore e del nostro presente e del nostro futuro.

Oggi purtroppo la famiglia è diventata eccessivamente mononucleare e le generazioni si sono fisicamente separate. Una volta si viveva nella stessa città mentre oggi questo non è sempre possibile e si è tutti un po’ più soli. La loro solitudine però pesa più della nostra, perciò per quanto possibile cerchiamo di ridurre questo divario.

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