Come mangiare in modo etico?

Ciao! Stai bene? Ottimo, sono contento per te.

E il pianeta che ci ospita come sta? Chi lo sa, qualcuno dice bene, altri dicono malissimo.

Vediamo però cosa possiamo fare per far pendere l’ago della bilancia dalla parte giusta.

Quando noi mangiamo lo facciamo sempre intaccando l’ambiente in cui viviamo. Dopotutto nulla si crea e nulla si distrugge. In più la crescita demografica, con più bocche da sfamare, richiede uno sfruttamento dell’ambiente sempre maggiore.

Qualche numero interessante: circa il 50% delle terre abitabili sono usate per scopi di produzione alimentare e di questo 50%, il 77% è usato per l’allevamento.
L’allevamento però produce solo una ridotta parte di calorie (circa il 20%) e di proteine (sempre circa il 20%).

Capisci bene che c’è qualcosa che non funziona. Distruggiamo le foreste per coltivare e allevare con scarsa resa nutrizionale e produrre gas serra con l’impatto sul climate change, per quanto ne dicano i negazionisti.
Non parliamo poi dell’acqua. L’agricoltura usa il 70% dell’acqua disponibile mentre in alcuni popoli si muore di sete.

E allora quali sono delle strategie per mangiare in modo etico?

Mangiare locale, a chilometri zero potrebbe contare ma non sempre, perché il trasporto dei prodotti incide meno sull’inquinamento rispetto a COSA viene prodotto. Ad esempio l’allevamento del pollame dei maiali è molto meno impattante rispetto a quello dei bovini.
Per cui riduzione del consumo di carne rossa e più spazio a quella bianca e alle proteine vegetali: soia, fagioli, ceci, quinoa, prodotti come il tofu sono gustosi e preservano maggiormente l’ambiente.

Un prodotto che invece sarebbe sempre bene mangiare locale è la frutta fresca perchè essendo molto deperibile deve essere trasportata rapidamente, per via aerea. E gli aerei inquinano ben di più rispetto ad altri mezzi di trasporto.

Mi rendo conto che possono essere indicazioni che potrebbero fare a pugni con i gusti personali ma c’è un’abitudine, l’ultima, che mi sta particolarmente a cuore e che tutti possono con un po’ di impegno acquisire: riduciamo lo spreco di cibo.

Il cibo buttato via rappresenta il 6% dei gas serra prodotti, e non è poco.

Come si fa? Una sana programmazione dei pasti, non eccessiva: anche solo settimanale o di 2-3 giorni e l’abitudine a congelare i cibi sia da cotti che da crudi.
Questo è quanto. Noi mangiamo senza problemi ma è il caso di guardare bene a cosa stiamo pagando in cambio di questa rilassatezza e di questa spensieratezza.

One comment

  • Gaetano Parise /

    Grazie per la disamina di questo problema tanto impattante sulla nostra vita. Purtroppo c’è poca consapevolezza riguardo questo argomento che apparentemente sembra non avere parricolare influenza sulla nostra quotidianità.

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