La brioche, il tuo peso, la dopamina…e l’arte di saper aspettare

Qualche giorno fa ero in un centro commerciale di Verona per acquistare un libro.

Mentre camminavo con la mia mascherina verso la libreria, mi ha colpito vedere la densità di cartelli pubblicitari rappresentanti cibo-spazzatura, e ho deciso di fare un piccolo esperimento.

Stando fermo, nel mezzo di uno dei corridoi di questo shopping-land, semplicemente ruotando su me stesso di 360 gradi (si, sembravo un po’ uno scemo) ho cominciato a contare tutti questi slogan, claim e fotografie.

Alla fine, dal punto in cui mi trovavo (che non era nemmeno centralissimo rispetto al contesto) ne ho individuati più di venti, tra patate fritte, ali di pollo fritte, milk-shake fritti, angurie fritte e acqua minerale fritta.

Potrai dire: ” certo, eri nell’area adibita alla ristorazione”, ma questo non cambia la situazione.

Sembra un paradosso, ma il nemico numero uno della tua salute oggi è l’ambiente che noi stessi abbiamo costruito, con tutte le sue tentazioni a compiere azioni “autodistruttive” o comunque di scarsa qualità:

  • cibo scadente ma gustoso ad ogni angolo della strada (e della nostra credenza);
  • accesso illimitato a video stupidi;
  • notifiche ogni 5 secondi.

Noncurante del danno in caso di eccesso, il nostro sistema nervoso apprezza tutto ciò, e il suo livello di godimento è regolato, tra gli altri, da un neurotrasmettitore chiamato “Dopamina”.

Tuttavia qua nisciuno è fesso ed esiste il modo per evitare di farci travolgere da questo ambiente ultrastimolante che noi stessi abbiamo costruito.

Ne parlo nel video-post che trovi qui sotto e di cui ti aggiungo la trascrizione qui sotto, nel caso tu preferisca leggere.

Ciao, a presto!

Gianfranco

PS: Piaciuto il video? Iscriviti alla mia newsletter settimanale gratuita

Ricevi periodicamente i miei articoli e videopost. Potrai cancellare la tua iscrizione in qualsiasi momento con un semplice click.

 

Imparare come funziona il cervello che madre natura ti ha infilato nel cranio è molto importante, anche in ottica di dimagrimento o comunque di gestione del peso e della salute.

Io non faccio il neurobiologo però qualche concetto utile potremmo andare a vederlo da vicino.
In particolare parliamo di una delle molecole più importanti che i nostri neuroni utilizzano per comunicare tra di loro, cioè la dopamina, sostanza di cui avrai probabilmente sentito parlare.

In breve, questa dopamina fa parte di quell’insieme di strutture, neuroni e neurotrasmettitori, che si chiama “sistema di ricompensa”.

Cosa intendiamo per ricompensa?

Si tratta della risposta che il nostro sistema nervoso fornisce quando ha a che fare con i piaceri della vita come il sesso e il cibo gustoso, ma anche solo il risveglio dopo una bella dormita. In questi contesti ci sono una serie di neuroni che si attivano e molecole i cui livelli nel nostro organismo schizzano alle stelle.

La dopamina è una di queste molecole coinvolte e, appunto, il suo livello sale quando si ha a che fare con questi stimoli ed eventi piacevoli, positivi.

Ho detto “quando abbiamo a che fare” con questi eventi e stimoli piacevoli e non quando ne facciamo necessariamente uso e consumo. Questa distinzione è importantissima e adesso cercheremo di capire perchè.

Spieghiamoci in modo pratico e prendiamo come esempio una bellissima brioche che ti è stata portata dal tuo collega che ha compiuto gli anni. Non so a voi, ma a me questa cosa capita per fortuna o per sfortuna praticamente un giorno si e uno no.

E se non c’è qualche collega a offrire dolci e dolcetti ci pensa mia madre quando passo da casa sua a mettermi all’ingrasso.

Torniamo alla brioche.

La maggior parte delle persone pensa che dopo aver mangiato la briochona tu abbia un rilascio di dopamina e altri neurotrasmettitori, endorfine e così via.

Non è proprio così.
La tempesta neurormonale comincia prima. Quando tu vedi la brioche sul tavolo, ancora prima di mangiarla, già il livello della tua dopamina comincia a impennarsi. Poi, dopo che l’hai mangiata c’è un ulteriore coinvolgimento di altri ormoni e di tutto il sistema neuronale di ricompensa che ti fa provare piacere.

Sono perciò due stimolazioni neurormonali diverse a livello temporale: una è anticipatoria ed è detta di wanting, cioè è legata al desiderio di avere e di mangiare la brioche, e l’altra è successiva al momento in cui hai mangiato la brioche ed è legata al liking, cioè al fatto che la briochona era gran buona e ti è piaciuto mangiarla.

La tua domanda sarà: cosa ce ne frega del fatto che questa dopamina viene prodotta prima e non dopo che ho mangiato la brioche?

C’entra, e parecchio.

Il concetto, in modo molto semplificato, è questo:
questo picco di dopamina che ti sale nel cervello quando vedi la brioche non è che duri per sempre. La dopamina ha una cosiddetta emivita di due minuti, cioè dopo due minuti si è già dimezzata la quantità di dopamina che il tuo cervello ha prodotto dopo aver adocchiato la brioche. Ricordiamoci, tra l’altro, che al nostro corpo questi megasbalzi neuro-ormonali non è che piacciano tanto e allora degrada la dopamina e tende a riportare tutto nello stato di quiete, alla stabilità, alla cosiddetta omeostasi.

Questo è il motivo per cui quando sei di fronte a uno stimolo, a un desiderio così forte, la cosa che devi fare è molto semplice: aspettare. Aspettare che questa tempesta ormonale passi e che tu cominci così a vedere quella brioche non più come una visione celestiale ma come un prodotto che può essere piacevole si, ma anche poco salutare e di cui in fondo potresti fare benissimo a meno.

Uguale con gli acquisti, quando stai per comprare l’ennesimo paio di scarpe inutile. Aspetta un quarto d’ora. Se dopo quel quarto d’ora a bocce ferme ritieni che di quelle scarpe hai davvero bisogno bene, le compri. Se no vuol dire che era solo la tua dopamina che ti diceva di spendere soldi inutilmente.

E’ facile? Non lo so. Io ci riesco ma non sempre: oggi il mondo è pieno di stimolazioni alimentari, sessuali, informatici, e la dopamina è sempre bella sparata ad alti livelli.

Però, o rimuoviamo tutti questi stimoli dall’ambiente in cui viviamo oppure non ci resta che imparare la nobile arte di fermarsi, di vedere le cose per quello che sono e non per quello che rappresentano, ed aspettare che la tempesta passi.

Noi tutti di fronte ad uno stimolo abbiamo un attimo in cui possiamo scegliere se far comandare lo stimolo che ci compare davanti, perciò alla dopamina, al sistema della ricompensa eccetera, oppure se vincere noi attraverso la nostra volontà e la decisioni che abbiamo preso su ciò che è giusto per noi è su chi vogliamo essere come persone.

Ovviamente quella che ti ho appena raccontato è una semplificazione del concetto, del fenomeno, che nella realtà è molto più complesso ma che penso tu possa avere almeno intuito.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

top