Pause-studio: come migliorare il tuo rendimento

Una delle mie attività preferite quando studiavo all’università erano le pause-studio (o pause caffè, chiamale come preferisci. Ad ogni modo: cazzeggiare). Era bellissimo: penso di aver mangiato tonnellate di schifezze ai distributori e bevuto ettolitri di caffè. Per non parlare di quando andavamo nella famosa “camera a gas”, lo stanzone in cui si riunivano gli studenti a fumare e a giocare a carte.

Beh, forse almeno una parte di quel tempo sarebbe stato meglio utilizzarlo meglio. Molti di quei giorni, infatti, sono stati decisamente improduttivi. Hai presente quando passi una giornata intera in aula studio, durante la sessione di esami, e ti ritrovi a fine giornata ad aver letto si e no una decina di pagine, senza tra l’altro capirci niente?

Bene, questo accade (anche) perché ti sei giocato malissimo le tue pause-studio.

In realtà le pause-studio sono uno strumento potentissimo da utilizzare quando si vuole preparare bene gli esami e quando si vuole evitare di perdere tempo ed angosciarsi sui libri.

Fidati: il materiale che uno studente medio riesce a studiare in un giorno, se solo ci si attrezzasse lo si riuscirebbe a raddoppiare. Diciamolo in un altro modo: se per studiare un esame ci metti un mese, potresti metterci la metà del tempo solo giocandoti bene le pause-studio, che devono essere considerate parte integrante del tuo metodo di studio. Me ne accorgo oggi, che sono specializzando e mi tocca ancora studiare, di quanto tutto quel tempo di pause studio sia stato investito “maluccio”.

Ed ecco che ti consiglio tre alternative per quando vuoi lasciare i tuoi libri per un po’.

1.  Cammina

Passeggiare è cibo per la tua mente. Le tue pause-studio trasformale in solenni passeggiate. È inutile che io ti parli di benefici del camminare. L’importante è che tu riesca a percepire distensione mentale. Hai presente quando i muscoli del viso si distendono, le spalle scendono, le tue scapole finiscono nelle tasche dei pantaloni? I polmoni si allargano e la tua mente cambiano visuale. Da un’austera pagina di un libro, si spostano sulle persone, sull’ambiente. Sembrerai forse un camminatore solitario che qualcuno guarderà con una curiosità mista a disprezzo. Ma fidati che quando tornerai sui libri la tua mente sarà pronta e guizzante.

Tra l’altro se di pause-studio ne farai più di una (e quando si studia forte sono mooooolte più di una…) se cammini  un quarto d’ora per pausa ti ritroverai a fine giornata ad aver svolto una piccola sessione di attività fisica con tutti i benefici del caso. A proposito di benefici del camminare, vai pure a rivedere questi 5 consigli per cominciare.

2. Medita/Respira

Sono sempre stato scettico circa la meditazione. Vuoi sapere perché? Perché non sapevo nemmeno di cosa si trattasse. Vuoi un’altra verità? Non lo so nemmeno ora molto bene. Tuttavia ho cominciato a praticarla grazie ad alcune indicazioni che ho trovato in rete. Ci spendo circa dieci minuti al giorno e i benefici si sentono. Giusto una pillolina per cominciare a far pratica, in attesa che ci pubblichi qualcosa di più esteso.

1. Siediti su una normalissima sedia e tieni la schiena diritta.

2. Rilassa completamente ogni parte del corpo. Prenditi qualche minuto se è il caso.

3. Concentrati sul tuo respiro mantenendo l’attenzione ad esempio sull’aria che entra dalle narici o sul tuo diaframma che si muove. Non forzare il respiro. Limitati ad osservarlo.

4. Osserva i tuoi pensieri con distacco. Non ti ci accanire. Se succede, torna a puntare l’attenzione sul respiro.

5. Non ti giudicare. Concetti come giusto e sbagliato, vittoria e sconfitta, nella pratica meditativa sono inappropriati, deleteri.

Ne riparleremo in modo approfondito quando sarà ora.

3. Dormi

Mio Dio, Gianfranco..che stai dicendo?
Si, dormi. Hai capito bene. Ho letto da qualche parte una frase del tipo, riferendosi a New York: “il segreto della città che non dorme mai è la pennichella”. A Manhattan infatti sono proliferate delle strutture in cui al pomeriggio si può dormire venti minuti per pochi dollari.

New York: “il segreto della città che non dorme mai è… la pennichella”

Ti viene fornito un lettone, una musica conciliante e tutto quanto serve. Gli americani li chiamano Power-Naps (“Nap” sta per “pisolino”) sulla base di precisi assunti scientifici. Una ricerca del 2010 mostra chiaramente come una dormita di 10 minuti innalza lo stato di allerta e delle performance per le 4 ore successive. Andremo nei dettagli di questa ricerca in un secondo momento.

Le tue pause-studio possono prevedere delle brevi penniche. Ovviamente se sei a casa tutto è molto semplice. Se sei altrove, ad esempio in un’aula studio, la cosa diventa più difficile ma non impossibile. Mi è capitato di dormire su due-tre libri impilati, anche se so bene che non è facile. Tuttavia,  non sforzarti di addormentarti necessariamente (otterresti probabilmente l’effetto contrario). Limitati a chiudere gli occhi e a rilassarti. Un’avvertenza: nelle tue pause-studio non dormire più di 20 minuti. Otterresti gli effetti esattamente contrari e la tua giornata andrebbe a farsi benedire.

Quanto trattato in questo post, ovviamente, non prevede ciò che invece non andrebbe fatto durante le pause studio. Dedicherò a tal proposito un articolo ad hoc. Ti do però qualche anticipazione, anche se penso che tu possa intuire: caffè, aperitivo al bar della facoltà, amici che cercano di convincerti che devi diventare un promoter di discoteche. Pattume, quando hai un esame in vista. C’è sempre tempo per fuggire in Brasile. Intanto vai, e prenditi quell’esame. È quello che vuoi. È quello che ti serve.

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3 comments

  • Complimenti, ottimo articolo, mi è davvero piaciuto. Io sono uno studente di medicina (sono ancora al primo anno) e a partire dalla prossima settimana voglio fermarmi il studiare in università subito dopo la fine delle lezioni fino a sera. Questo perché nelle ultime settimane non ho concluso molto a livello di studio, sia perché per tornare a casa impiegavo parecchio tempo sia perché ero esausto dopo 7 ore di lezione… Infatti mi ritrovavo spesso a fare una pennichella di mezz’ora per ritrovare la giusta carica e effettivamente, dopo quel meritato riposo, ero rigenerato!
    Troverò un modo per dormire 20 minuti in università, perché almeno posso fermarmi lì fino alle 8 e studiare come si deve (a casa mi distraggo facilmente purtroppo!).
    Beh, grazie ancora per l’articolo! Continua così

  • gianfradig /

    Carissimo, mi sembra che il tuo proposito sia ottimo. Colgo l’occasione per suggerirti di continuare a sperimentare le tecniche di cui parlo nell’articolo. Non ti sarà facile trovare il modo di dormire, ma in alternativa c’è la respirazione e la meditazione che hanno effetti paragonabili a quelli di un sonnellino rigenerante. Prova e cerca la tua abitudine vincente. Magari ti ci vorrà del tempo e continuerai a cambiarla e migliorarla. Ma il beneficio che ne otterrai nel tempo sarà notevole.
    Un salutone. Fammi sapere, poi, dei tuoi progressi. Intanto in bocca al lupo per il tuo percorso di studi! : – )

  • […] quello che trovi ogni giorno. Agisci. In questo blog, da un anno a questa parte, sto scrivendo di metodi di produttività, di relax per produrre di più, di alimentazione per riuscire a combinare qualcosa di meglio. Sai […]

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