Pianificare i pasti: perchè conviene e come fare

Pianificare i pasti settimanali in anticipo è roba per cervellotici?
Non lo so.
So che, dati alla mano, solo la metà della popolazione pianifica anche solo parzialmente in anticipo ciò che mangerà.
Ma è una cosa positiva? Conviene?

Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti.
Ciao! Gianfranco

 

Sotto la trascrizione del video.

Quando sento parlare di pianificare i pasti sono sempre combattuto.
Sono combattuto tra il mio desiderio che le persone sappiano scegliere in ogni situazione gli alimenti giusti, senza doverli pianificare, e, purtroppo, tra le evidenze scientifiche che ci dicono che quando le persone impovvisano i pasti, riescono a gestire male il proprio peso, alimentandosi cioè in modo scadente ed ipercalorico senza nemmeno accorgersene.

Ma qual è il vantaggio di una pianificazione, anche solo parziale, dei propri pasti? Sono veramente tanti e li leggevo ultimamente anche uno studio francese, della Sorbona a Parigi, condotto su 40mila persone.

 

Mangi meno spesso cibo preparato fuori casa

Prima cosa pianificando i pasti settimanali avrai una probabilità minore di mangiare pasti preparati fuori da casa tua: questo significa avere un maggiore controllo sulla qualità e sulla salubrità di ciò che mangiamo.
Classico esempio: non so cosa mangiare stasera, mi faccio portare una pizza.

Spendi meno soldi

Altro beneficio: spendi meno soldi. Quando pianifichi il pasto anche la spesa che fai al supermercato diventa più “mirata”. Prova e vedrai. Fai due conticini e a fine anno avrai risparmiato un bel po’di quattrini.

Gestisci meglio il peso

Chi pianifica i pasti, infine, ha una maggiore probabilità di mangiare frutta e verdura con un conseguente miglioramento della gestione del peso.

In conclusione

Per concludere: è facile pianificare i pasti? Si, sulla carta è semplicissimo. Ma è un’abitudine come un’altra, per cui semmai il vero sforzo è proprio farla diventare un’abitudine e non farlo solo una volta o due poi ricominciare ad improvvisare. E per farla diventare un’abitudine ti devi mettere li, magari condividere l’importanza della cosa con il partner, e vedere come va. La cosa più importante, dopo che hai pianificato, è essere “coerenti” e agire secondo programma. Altrimenti diventi uno di quelli che pianifica pianifica pianifica, fa i suoi bellissimi schemi ideali, ma poi non combina niente.

Non è detto che tu debba pianificare necessariamente per una settimana intera. Puoi partire dalla singola giornata, oppure pianificare i due-tre giorni successivi e poi pianopiano arrivi a programmare la settimana.

Dal punto di vista pratico è semplice.
Se non hai particolari necessità nutrizionali prendi i tuoi 14 pasti principali, cioè 7 pranzi e le 7 cene della settimana, e per ognuno di questi 14 pasti fai tre “caselline”, tre voci.

Nella prima casellina infili la frutta e la verdure del tuo pasto.
La seconda di queste caselline la riempi con una fonte glucidica che può essere pasta, pane, riso, patate, farro, eccetera eccetera.
La terza casellina la riempi con una fonte di proteica e lipidica. Hai 14 pasti, abbiamo detto, e riempi la tua casellina:
2 volte con la carne, ad esempio bistecca di manzo una volta, prosciutto crudo quell’altra;
3 volte con il pesce;
3 volte con i formaggi;
2 volte con le uova;
4 volte con i legumi.

Ovviamente questi alimenti li puoi assemblare secondo le tue ricette preferite. C’è chi li divide in primo e secondo con il contorno, chi fa un piatto unico e così via. A te la decisione.

Prova. Alla domenica sera, invece di guardare stupidaggini in televisione, ti metti la dieci minuti, guardi il frigorifero e pianifichi. La prima cosa che noterai, immediatamente, è l’aumento della qualità di vita: non dovrai ogni giorno decidere cosa mangiare perchè lo hai già fatto prima e non andrai incontro al problema della cosidetta “stanchezza decisionale”. E questa stanchezza decisionale è importante, anzi sottovalutatissima. E’ la cosidetta “decison fatigue”: più sei costretto a prendere decisoni, anche piccole, meno energie mentali ti rimangono per le altre attività quotidiane, come i tuoi progetti professionali, famliari eccetera.

E’ il famoso motivo per cui manager come Armani, Marchionne, Steve Jobs, si vestivano sempre allo stesso modo: avevano la loro divisa e non dovevano perdere tempo a decidere cosa mettersi perchè avevano ben altro a cui pensare.

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