Pranzo in ufficio: come “fare benzina” (anzi, miscela) con un massimo di 3 euro

Una strategia utile a migliorare la propria situazione economica personale e risparmiare soldi per le tue vacanze, o per pagare la bolletta della spazzatura, o quell’ammaccatura alla portiera dell’auto dopo essere finito contro una colonna parcheggiando in garage, è quella di portarsi il pranzo in ufficio. In questo post ti indico alcune possibili soluzioni.

Stando alle stime correnti, gli italiani spendono nella stragrande maggioranza dei casi tra i 5 e i 10 euro al giorno per la pausa pranzo. In 20 giorni lavorativi al mese, fanno 100 e 200 euro. Ok, diciamolo in modo più convincente: tra i 1000 e 2000 euro all’anno, considerando le vacanze e le occasioni in cui non si lavora.

Al di la della cifra (1000-2000 euro all’anno sono numeri “interessanti”, soprattutto in tempi come questi), spesso la qualità dei prodotti che ci vengono venduti in bar, trattorie e simili, sono scadenti e la loro qualità nutrizionale risulta francamente insoddisfacente. O, comunque, non conosciamo le specifiche del cibo che consumiamo (produttore, contenuto calorico).

Pensiamo ad un panino con affettato, un cucchiaio di salsa ipercalorica (maionese, salsa ai funghi) ed una (ripeto: una) foglia di insalata o di radicchio non può essere considerato un pasto intelligente, soprattutto alla luce delle cifre alle quali viene venduto. Non può tra l’altro essere considerato un pasto saziante; per cui ecco che dopo un paio d’ore ci si ritrova ad infilare monete nel distributore delle merendine.

Ecco, lo sapevo, Gianfranco  ci vuole ridurre alla fame. Che dobbiamo fare? Mangiarci una razione di riso come fanno i minatori cinesi e poi…hop!.. di nuovo a lavorare? Forza, forza..produrre!

No, niente di tutto questo. Un buon obiettivo da perseguire è, portandosi il cibo da casa, quello di tagliare la spesa della pausa pranzo a 3 euro.

È un obiettivo raggiungibile e che ti permette di nutrirti in modo leggero, saziante e, ripeto, economico.

Prima però c’è bisogno di fare qualche utile premessa.

Chi ha più di una trentina d’anni ricorderà molto bene l’epoca dei motorini Piaggio (il Ciao, il Grillo, il Bravo…). Bene, quando andavi dal benzinaio, invece della Super Senza Piombo che si usa oggi, dovevi metterci la miscela di benzina ed olio. Se non lo facevi, e ci mettevi solo la benzina, prima o poi il motorino si grippava (anche se da le mie parti si diceva “ingrippava”..) e ti lasciava a piedi.

Il corpo umano funziona in modo molto simile. Funziona a miscela, proprio come il motorino, per cui, anche quando progetti il tuo pranzo in ufficio, devi tener conto di quelle che sono le sue esigenze, se non vuoi che a lungo andare l’organismo ti mandi a quel paese.

Nonostante la ripartizione dei macronutrienti sia dibattuta e comunque relativa a quelle che sono le esigenze individuali, si può affermare che il 50-60% delle calorie assunte quotidianamente deve essere derivata dai carboidrati, il 25-35% dai grassi, e il 10-20% dalle fonti proteiche.

È ovviamente molto difficile organizzare un pranzo in ufficio tenendo conto di questi numeri; di certo è possibile evitere di escludere completamente uno dei macronutrienti (oggi il pranzo di una mia collega era costituito da una grossa bistecca e da due cracker (due! Non un pacchetto; due di numero!).

È ovvio, che dopo il pranzo in ufficio viene la cena a casa, momento in cui è possibile bilanciare la ripartizione di grassi, proteine e carboidrati.

A tal proposito aggiungo un’ulteriore premessa: è una bufala bella e buona quella per cui assumere un pasto consistente alla sera sia dannoso. Per una persona normopeso e se il pranzo è stato “leggero”, è bene assumere a cena le calorie e i macronutrienti che l’organismo ci chiede per soddisfare il suo fabbisogno quotidiano.

Qualche anno fa, l’allora ministro Gianfranco Rotondi, consigliò di rivedere il rituale della pausa pranzo, riducendolo  ad un panino che non bloccasse la produttività, permettendo così alle persone di terminare anticipatamente il loro lavoro. Al di la di qualunque veduta politica, trovo ingiustificate le polemiche che allora si abbatterono sulle affermazioni del ministro.

Per cui l’imperativo è: un pranzo in ufficio pratico e povero di calorie. E, come dicevamo, economico!

L’esperienza culinaria, la qualità e la gratificazione ad essa associata è bene lasciarla per la sera. Questo non significa, comunque, ingozzarsi come un evaso davanti alla televisione.

Ma torniamo a noi.

Per un salutare pranzo in ufficio a 3 euro hai bisogno di 5 cose:

  • Una fonte ricca in carboidrati con spesa massima di 50 centesimi
  • Una fonte ricca in proteine con spesa massima di 1 euro e 50 centesimi
  • Una fonte di verdure con spesa massima di (30-50) centesimi
  • Un frutto, con spesa massima (30-50) centesimi
  • Acqua (30-50 centesimi)

Ecco alcune soluzioni.

Fonti  ricche in carboidrati con spesa massima di 50 centesimi 

Pan Bauletto Mulino Bianco

Porzione: 100 grammi (circa 4 fette)

Calorie per porzione: 277 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 5,0 – 8,8 – 47,2

Prezzo per porzione: 30 centesimi 

Pasta di semola

Porzione: 80 grammi

Calorie per porzione: 276 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 0,2 – 8,5 – 59,2

Prezzo per porzione: 15 centesimi

Pane (bianco comune)

Porzione: 100 grammi (un panino medio)

Calorie per porzione: 250 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 1,6 . 6,6 – 53,2

Prezzo per porzione:  15 centesimi

Muesli Vitalis Croccante Frutta Secca Cameo

Porzione: 50 grammi

Calorie per porzione: 320 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 14,4 – 10,6 – 35,8

Prezzo per porzione:  50 centesimi

Fagioli Borlotti in scatola Bonduelle

Porzione: 125 grammi (prodotto sgocciolato di una lattina da 200 g)

Calorie per porzione: 135 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 1 – 9,9 -17,25

Prezzo per porzione: 50 centesimi

 

Fonti ricche in proteine con spesa massima di 1 euro e 50 centesimi

Mozzarella Galbani Santa Lucia

Porzione: 100 grammi

Calorie per porzione: 251 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 19 – 18 -2

Prezzo per porzione: 1 euro 

Ricottina Granarolo

Porzione: 100 grammi

Calorie per porzione: 150 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 12 – 7,5 -3

Prezzo per porzione: 50 centesimi 

Uova Sode

Porzione: 120 grammi (circa due uova)

Calorie per porzione: 186 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 12,7 – 15,2 -1,4

Prezzo per porzione: 15 centesimi 

Tonno all’olio d’oliva Nostromo

Porzione: 90 grammi circa (peso sgocciolato di  una scatoletta da 120 grammi)

Calorie per porzione: 183 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 10,8 – 21,6 -0

Prezzo per porzione: 1 euro e 50 centesimi 

Carne in scatola Simmenthal

Porzione: Scatoletta da 140 grammi

Calorie per porzione: 85 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi): 2,1 – 16,1 -0,28

Prezzo per porzione: 1 euro e 50 centesimi 

Petto di Pollo Amadori

Porzione:  120 grammi (una fetta)

Calorie per porzione: 125 Kcal

Grassi, Proteine, Carboidrati per porzione (in grammi):  0,75 – 28,7 -0

Prezzo per porzione: 1 euro e 30 centesimi 

 

Certo, certo…quando senti parlare di scatolette ti si arriccia il naso, ma ricordati le premesse: pranzo in ufficio pratico e leggero; prenditi maggiore cura dei pasti a casa (colazione e cena). Ingozzarsi in mensa di spaghetti alla carbonara era roba per i nostri nonni.

Ad ogni modo, giurin-giurello,  prometto di compilare un vero e proprio vademecum di cibi da scegliere tra le corsie del supermercato per progettare il tuo pranzo in ufficio. Dovrai poi pur sapere con cosa abbinare il Muesli!?! Facile: con lo Yogurt intero, ma, ripeto, ne riparleremo più avanti.

Ma torniamo alla nostra pausa pranzo in ufficio da 3 euro.

Per quanto riguarda la verdura, è opportuno introdurre almeno 100 grammi di verdura per rendere il pasto saziante e non subire troppo presto gli attacchi della fame. Con il budget stabilito è possibile portare a casa sia verdure fresche da mangiare crude (carote, insalata, radicchio, finocchio), sia insalata in sacchetto (una confezione di insalata in sacchetto da 200 grammi ha un prezzo che si aggira attorno a 90 centesimi/1 euro).

Sempre al fine di gestire la fame, con un budget di 30-50 centesimi è possibile comprare un frutto da consumare in un momento di pausa evitando così snack francamente poco salutari.

Circa le cifre indicate, andrebbero fatte ulteriori considerazioni; i prezzi tabellati sopra sono relativi al prezzo medio italiano dei prodotti indicati (spesso molto variabili, soprattutto quelli di frutta e verdura). Facendo la spesa in modo intelligente è facilissimo usufruire delle offerte in circolazione nei supermercati in modo da acquistare quantità di prodotto più ampie e da destinare esclusivamente al pranzo in ufficio. Possono essere molto utili alcuni siti relativi ai prezzi e alle offerte dei prodotti. Prova con questi: : www.prontospesa.it, e www.ilmiopaniere.it

Per quanto riguarda l’acqua, il prezzo di 30-50 centesimi è relativo a quello trovato nei distributori di bibite, presso il quale gran parte dei lavoratori si serve. Tuttavia, in un gran numero di città italiana è possibile usufruire dell’acqua pubblica.

In questo modo è possibile ulteriormente risparmiare in pausa pranzo, rimanendo addirittura al disotto dei 3 euro che abbiamo fissato in precedenza. A fine anno, nel tuo bilancio, le cifre citate si faranno sentire. In modo positivo.  ; – )

E tu come pranzi? Vai al bar? O segui già una strategia come quella che ti ho proposto per il pranzo in ufficio?

Ciao!

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2 comments

  • d’estate non è un problema ma d’inverno come si fa?

    la pausa pranzo io voglio farla fuori dall’ufficio e prendere un po d’aria,
    Quindi se non si va al bar occorre mangiare in macchina riscaldandola un po,
    magari portarsi un termos con del te preparato a casa forse è una soluzione.
    e senza diventare matti potrebbe bastare un tramezzino al tonno al salmone ecc ecc ( poco più di 2 euro). quanto resisterò ??

  • gianfradig /

    Caro Alberto, capisco benissimo l’esigenza di uscire dall’ufficio. Anch’io preferisco scappare dalle mura dell’ospedale.
    Io generalmente pranzo alla scrivania o in un luogo appartato. Il tempo che risparmio lo dedico a una passeggiata, caffè al bar, visita al collega, telefonate…
    Ben venga il termos e il tramezzino (occhio a alla quantità, a quello che ci metti dentro e alla qualità del pane).
    Ciao!

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