Prendere decisioni: aspetti genetici ed una tecnica da applicare

Una tecnica semplice per aiutarti a prendere decisioni e orientarti di fronte ai bivi della vita.

Vivere, qualcuno ha detto in passato, significa prendere decisioni.

Tutto vero; sia che tu debba scegliere il colore dell’auto nuova, sia che debba decidere se donare un rene o meno, tu sei chiamato a…prendere decisioni.

A questo punto è facile aggiungere: vivere bene significa prendere decisioni giuste.

Sarà vero? Chissà.

Tuttavia, da quanto appena detto non si scappa: se vuoi realizzarti nella vita, se vuoi raggiungere degli obiettivi, vedere dei risultati, o comunque fare in modo che accada qualcosa, devi prendere in mano il comando delle operazioni, prendere decisioni tutte tue e…agire.

Prima che qualcun altro decida per te e viva la tua vita al posto tuo.

E ti assicuro che ci sono molte persone che cercano di vivere la tua vita, soddisfare i propri desideri attraverso le tue azioni.

Un paio di esempi:

  • partner schiavisti che ti obbligano a rispettare un proprio modello di vita;
  • genitori irrealizzati che vogliono colmare il loro vuoto manovrando la vita dei loro figli.

 

Prendere decisioni: il ruolo della genetica

Ma torniamo a noi: prendere decisioni, dicevamo.

È interessante notare, però, come nel processo decisionale, al di la delle conoscenze e delle esperienze di vita pregresse, sia coinvolta anche la genetica.

In particolare, un gene che i neurobiologi conoscono molto bene: la sequenza polimorfica legata al trasporto della serotonina. Si tratta di una breve sequenza codificata 5-HTTLPR che sta sul braccio lungo del cromosoma 17 e di cui, fin dagli anni 90, è stato sottolineato il coinvolgimento nei disordini affettivi e nel determinare i tratti della personalità.

Ebbene, è stato dimostrato dal gruppo di ricerca di Johnatan Roiser dell’University College di Londra, che questo gene è coinvolto anche nei processi decisionali.

Entriamo nei dettagli. Di questo gene esistono due varianti: una corta (“short”) ed una lunga (“long”).

Persone con variante “short” e persone con variante “long” sono state chiamate a prendere decisioni  di fronte a quesiti identici, ma posti in forma concettualmente diversa.

Un esempio per capire meglio: devi affrontare un operazione chirurgica e ti si chiede la stessa cosa in due modi diversi:

  • hai l’80% di probabilità di sopravvivere. Decidi di operarti?

Oppure:

  • hai il 20% di probabilità di morire. Decidi di operarti?

Di fronte a decisioni di questo tipo, i portatori della variante “short” del gene hanno preso decisioni a seconda di come è stata posta la domanda, contrariamente ai portatori della variante “long”, che invece hanno deciso indipendentemente dalla formulazione del quesito.

Decidi, prima che qualcun’altro decida per la tua vita al posto tuo

Detto, questo, l’aspetto genetico sembrerebbe influenzare solo il 10% del processo decisionale, per cui  non potrai dare la colpa al tuo DNA quando non saprai che facoltà universitaria scegliere o su quale progetto aziendale puntare per la tua carriera.

E allora…

Prendere decisioni: come fare?

Ti propongo perciò uno stratagemma che ti potrà sicuramente aiutare quando dovrai prendere decisioni importanti. È una tecnica come un’altra, molto semplice,  basata sul potere del porsi le domande giuste e che applicano in molti, seppur nelle sue varianti.

Questa tecnica mi è stata spesso di aiuto (ad esempio quando ho dovuto decidere se accettare una proposta di lavoro in un altro continente o rimanere in Italia). Spero possa esserlo anche per te.

Prendi i miei amati foglio e penna e rispondi con onestà a queste 3 domande:

Qual è il tuo passato? Descrivi cosa è stato importante per te. Le persone, gli avvenimenti, tutto ciò che nel bene e nel male ha determinato quel che sei adesso. Ti ha morso un cane da bambino e sei rimasto traumatizzato? Hai abbandonato troppo presto la casa dei tuoi genitori? Hai sposato la donna giusta e ti senti fortunato?

Qual è il tuo presente? Descrivi chi e cosa conta per te veramente e quanto i pro e i contro delle decisioni da prendere vanno incontro a ciò che è importante per te.  È importante per te la sicurezza economica? O la possibilità di stare vicino alle persone che ami? Quali persone ami? Il tuo lavoro ti serve per vivere? Oppure è ciò che da senso alla tua vita?

Qual è il tuo futuro? Immaginati fra cinque anni; dove vuoi essere? Di cosa e, soprattutto, da chi vorresti essere circondato? In aiuto ti verrà sicuramente la risposta precedente (Qual è il tuo presente?)

Le tre opzioni che ti si manifestano dopo aver risposto alle tre domande le riportiamo di seguito. Si tratta di tre filosofie diverse. Sulla base di esse dovrai vedere il tuo presente e il tuo futuro, la strada che vorrai imboccare e percorrere.

 

La perseveranza

Continua sulla strada che hai scelto e che stavi percorrendo. È il buon senso che lo vuole, ed è una strada che hai intrapreso e di cui conosci molto di ciò che troverai per strada. È una scelta legata al miglioramento personale e, come dice una pubblicazione del manager McKinsey Roger Baravanel, al cresci o esci! Sei sulla strada giusta; stringi i denti.

 

Il cambiamento

Probabilmente hai sbagliato strada fin dall’ inizio, ed è bene che tu lo sappia. Probabilmente quanto hai risposto nelle domande precedenti non si lega molto a quanto stai facendo ora. È una scelta questa, strettamente legata all’ insoddisfazione dovuta a una totalmente mancata realizzazione di te. Gira il volante, e se è il caso ritorna indietro. Nella stragrande maggioranza dei casi sei ancora abbondantemente in tempo per farlo.

 

Il rischio

Nella tua vita hai già realizzato te stesso, o comunque non è un problema che ti riguarda in questo momento. È una decisione legata al sogno e all’avventura e, paradossalmente, è quella che comporta meno rischi perché la puoi affrontare solo se hai dei margini di sicurezza adeguati. Buttati,chissene frega

Non troveri la risposta esatta o chissà quale verità nascosta attraverso questa semplice tecnica. Tuttavia avrai fatto riaffiorare quello che sei tu e quelli che sono i tuoi reali desideri. È da li che parti; alla fine l’attore principale sei tu; gli altri sono gli spettatori. Ti possono aiutare, approvare o meno, ma spettatori rimangono.

E tu? Usi una tecnica particolare quando devi prendere decisioni? Raccontacele nei commenti, siamo curiosi di conoscerle. Ciao!

 

Immagine di copertina tratta da: http://cbspeerblog.wordpress.com/category/decision-making/

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