Quando devi lavorare, lavora. Quando devi mangiare, mangia.

Vuoi diventare uno smidollato che passa il suo tempo a digerire? No? Bene. Questo post fa per te.

Immagine da Pixabay

In breve: il nostro organismo, dal punto di vista metabolico funziona in due modalità:

la modalità “di accumulo”, rappresentata dalla fase del pasto e dalle ore seguenti, cioè della digestione;

la modalità di “adattamento allo stress”, che è la fase che intercorre tra un pasto all’altro e in cui tu devi vivere la tua vita e in cui ti devi adattare all’ambiente che ti circonda, per ricavarne il prossimo pasto. Per capirci: il lavoro, le relazioni con le persone di cui ti circondi, eccetera.

In queste due fasi gli ormoni che il tuo corpo mette in gioco sono diversi. La tua fisiologia, in generale, è diversa.

Entrambe queste fasi sono di vitale importanza. Purtroppo però, noi esseri umani dei nostri tempi abbiamo lasciato troppa predominanza alla fase di accumulo e abbiamo messo da parte la capacità di adattamento allo stress.

In pratica stiamo diventando tutti un po’ dei pappamolle con accumuli eccessivi.

Cosa si fa, come si risolve il problema? Niente di che. Di certo non devi iscriverti a un corso di sopravvivenza nella foresta del Guatemala. E non è nemmeno necessario che tu ti sottoponga a strategie come il gigiuno intermittente.

Semplicemente, tra un pasto e l’altro non continuare a mangiare e mangiucchiare. Niente sbeccolamenti. È così difficile?

Lavora. Fai quello che devi fare. Quando sarà ora mangerai.

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