Sei sicuro di saper veramente lavorare e ottenere risultati?

Siamo stati educati a concepire il lavoro come uno sforzo fisico e mentale che noi produciamo e che scambiamo con del denaro che ci viene corrisposto. Come se fossimo macchine. Tu vuoi essere una macchina? Liberati da questo modo di pensare e moltiplicherai gli effetti del tuo lavoro. E’ il lavoro ad essere a tua disposizione, non viceversa. Il lavoro ti serve per fare in modo che tu esprima la tua personalità.

Perché ti conviene disobbedire alla logica dello scambio meccanico lavoro-denaro

Il lavoro è usurante. Usi il tuo corpo, cioè, per intervenire sull’ambiente che ti circonda e modificarlo. Ad esempio riparando un rubinetto, o scrivendo una consulenza per un cliente, oppure mandando avanti una linea di produzione in fabbrica. Una volta finito, scambi questo tuo lavoro con del denaro che ti viene corrisposto.

Nella pratica sta succedendo che tu ti usuri e le persone per cui ti usuri ti danno dei soldi per curarti e alleviare l’usura tramite vacanze, auto e generi di conforto. Funziona più o meno così. Poi, attorno ai settant’anni, fai un bilancio tra quello che hai dato e quello che hai ricevuto, e te ne vai in pensione.

Questo è terra-terra ciò che succede se un extraterrestre dovesse vederci all’opera e non sapesse che siamo esseri dotati di anima, emozioni e spirito.

E’ evidente, però, se il tuo modo di lavorare dovesse essere proprio questo, cioè quello di una macchina, anzi, di un semplice ingranaggio, saresti messo male. Rischieresti di giocarti molto male l’unica vita che hai a disposizione. E non saresti il solo. Un mucchio di gente vive il lavoro in questo modo. Al mattino si siede in un ufficio, e si mette a sgobbare, spesso carico di rancore, o semplicemente annoiato, per realizzare i sogni di qualcun altro in cambio di uno stipendio spesso sempre uguale.
Se ci fai caso, dopo una giornata passata a lavorare in questo modo, la sensazione è che il tuo corpo si sia riempito di tossine, di acidità. Ed effettivamente c’è stata una sorta di avvelenamento. Il tuo corpo si ribella se lo consideri solo come una stupida macchina.

Ti suona familiare tutto questo? Se la risposta è “si”, ti consiglio di prenderti cinque minuti del tuo tempo e leggere questo post. In alternativa alla lettura del post, puoi mentire a te stesso ancora una volta e fingerti soddisfatto della tua condizione. Magari puoi giustificarti raccontandoti la solita vecchia storiella, cioè che la colpa è dei tuoi genitori o di qualcun’altro che ti ha messo il bastone tra le ruote o che non ti ha aiutato abbastanza.
Appena però riaprirai gli occhi la verità sarà li davanti ad aspettarti. E la verità è che devi cambiare qualcosa nel tuo modo di intendere il lavoro o nella tua vita in generale.

Come disobbedire, crescere e fare un mucchio di soldi

Il tuo modo di lavorare e di intendere il lavoro può cambiare. E il cambiamento coinvolgerebbe, di conseguenza, anche la tua situazione economica, la tua situazione familiare e anche quella affettiva. E questi cambiamenti, puoi stare certo, saranno in meglio. Magari un po’traumatici, se sei una persona che tende ad adagiarsi nel comfort, ma in meglio, verso un gradino superiore per quanto riguarda la qualità della tua vita.

Se sei una persona che ritiene di avere dei limiti e di non poter aspirare al meglio per la propria vita, c’è una cosa che devi sapere. I limiti e le poche possibilità che ritieni di avere non esistono nella realtà. O meglio: esistono, ma sono molto più in la di quanto tu creda. A volte ci può sembrare proprio di essere poco talentuosi e capaci. Può essere infatti che nella vita tu non abbia ottenuto i risultati che volevi e che a volte un certo successo personale sembri proprio fuori dalla nostra portata. Bene. Sappi che queste preclusioni, questi sbarramenti, te li ha infilati in testa qualcuno. Spessissimo, effettivamente, è la cultura familiare e sociale nella quale sei stato cresciuto a stabilire i paletti entro i quali devi rimanere. Genitori che hanno vissuto il dopoguerra o parenti e amici cresciuti in quel brodo sociale e che vedono solo pochissimi modelli di vita. Parlo di quel brodo sociale per cui se sei nato in un posto ci devi necessariamente rimanere per tutta la tua vita, quando altrove, magari, le possibilità per te sono maggiori. Oppure quell’insegnamento per cui il tuo titolo di studio vale più per la forma che per la felicità di esercitare la professione per cui hai studiato.

Però non funziona così. Questo si chiama “accontentarsi di ciò che altri hanno progettato per noi”. E Ligabue aveva ragione quando cantava: “chi si accontenta gode così così!”


Non sei una macchina, sei un astronomo: mira alle stelle

Quando compi una qualsiasi mansione lavorativa prova ad osservare quella piccola azione al servizio di te stesso, come qualcosa di più grande di ciò che sei adesso. Punta altissimo. Se lavori in una ditta di surgelati, in una catena di montaggio, metti in piedi un progetto di crescita professionale. Mira a diventare il responsabile di quella catena di montaggio. Se questo non sarà possibile nella ditta in cui lavori ora, magari lo sarà in qualche altra azienda. Se invece sei un professionista affermato pensa ad un progetto più grande di quelli che hai gestito finora. Sei nato per evolvere professionalmente, non per rimanere fermo dove sei. I morti sono fermi.Tu invece sei vivo. Nel momento in cui cominci a vederti in in futuro in una posizione superiore (o anche semplicemente diversa, se il tuo obiettivo è semplicemente cambiare lavoro per migliorare le tue condizioni di vita).

Forse dovrai farti consigliare da una persona di fiducia e rimetterti in gioco. Forse dovrai ricominciare a studiare. Ma fidati: ne varrà la pena. E ne varrà la pena se non lo farai solo per il prestigio o per soldi che potresti fare. Quelli saranno una conseguenza della tua crescita, e forse neanche i più piacevoli. Fidati che la sensazione di espansione di te stesso e la risorsa che diventerai per il bene comune saranno molto più gratificanti dei soldi stessi.


Non sei una macchina, sei un pittore: dipingi il tuo quadro

Sognare di far carriera, o di realizzare un progetto parallelo (come nel mio caso con la musica e con questo blog) o di cambiare vita è facile. Ti fai una passeggiata al parco e cominci a viaggiare con la mente. Ti verranno un mucchio di idee grandiose. Lavorare in modo da riuscire invece a concretizzare i progetti con i conseguenti guadagni economici, è invece più faticoso. Richiede cioè un’adeguata programmazione ed esecuzione di una serie di passi.

Una volta, però, stabilito il tuo progetto, ogni singola azione diventa orientata verso il tuo progetto. Ogni singola giornata può essere considerata una pennellata che farà parte del quadro finale che hai in mente. La domanda ora è: quali sono le pennellate che stanno alla base del tuo quadro? Con quale sequenza puoi metterle assieme, giorno dopo giorno, una dopo l’altra? Fra quanto tempo farai una valutazione per capire se il quadro, il tuo progetto, sta in piedi? Penso tu abbia capito cosa voglio dire: progetta per bene, esegui e periodicamente verifica come vanno le cose.

Questo funziona anche quando il tuo progetto personale sembra lontano dalla tua quotidianità. Prendiamo ad esempio che tu abbia deciso di diventare un bravissimo musicista ma che, per pagarti l’affitto, tu debba lavorare in una fabbrica di scarpe. Apparentemente le due cose c’entrano pochissimo l’una con l’altra. Eppure ti posso assicurare che anche in una fabbrica di scarpe tu puoi imparare competenze utili per la musica. Ad esempio puoi esercitarti ad usare delle tecniche di comunicazione con i tuoi colleghi e usarle poi nell’ambito musicale oppure direttamente quando salirai su un palco.

Può sembrare stranissimo, ma è ciò che faccio da anni. Lavorare in un ospedale è un continuo esercizio di rigore metodologico che poi uso quando devo arrangiare una canzone oppure organizzare un concerto. Allo stesso tempo, la creatività che necessita la scrittura di una canzone mi permette di risolvere un sacco di questioni scientifiche.


Non sei una macchina, sei un benefattore: infarcisci le tue prestazioni di valori (non valori a caso: i tuoi!)

 

La gente ti darà del denaro se farai loro del bene. Che tu faccia ripartire una lavatrice, che tu tolga l’immondizia dal bidone davanti casa o una brutta malattia dal corpo, devi svolgere una prestazione favorevole per gli altri. Se tu questa “prestazione favorevole” ti sforzi di infarcirla di “valori” ti posso assicurare che guadagnerai più soldi. Questo perché il fatto di aver associato un valore fa aumentare il vantaggio della prestazione che hai svolto.

Faccio un esempio pratico. Un valore é un’emozione che tu vuoi vivere e trasferire agli altri. Esempi di valore sono, ad esempio, la leggerezza, la sicurezza, l’integrità morale, il senso di avventura. Quando esegui una prestazione farciscila con una di queste emozioni. Se non sai quali sono i tuoi valori allora fai un passo indietro e cercali. Se non sai come prova con questo post di StudioDarwin di qualche tempo fa in cui parlavamo appunto di valori.

Se ogni tuo gesto lavorativo lo esegui con lo sforzo di trasmettere dei valori (o se preferisci: emozioni) avrai un benessere notevole e realizzerai molto di più di quanto otterresti lavorando in modo con apatia e indifferenza.
Richiameresti a casa un elettricista che fa bene il suo lavoro ma è profondamente antipatico, oppure un elettricista che svolge il suo lavoro altrettanto bene, e per gli stessi soldi, e in più è una persona che trasmette allegria, competenza, umanità?

Riassumo rapidamente il post, prima che tu inserisca i tuoi commenti qui sotto.

Non sei una macchina che si limita a produrre prestazioni in cambio di denaro. Il lavoro è, invece, uno strumento a tua disposizione per esprimere la tua persona. E tu come persona sei molto più ricco e complesso di una macchina. Proprio per questo puoi mirare molto alto. Per farlo sviluppa un progetto personale in cui creerai prestazioni impregnate di valori. Se stabilisci una meta, ogni azione che compi nel tuo lavoro, anche la più apparentemente insignificante, avrà uno scopo molto più grande rispetto ai suoi esiti immediati e servirà a raggiungere la tua meta.

Per fare entrare questo post, questo modo di lavorare, nella tua quotidianità, devi essere rimanere molto concentrato sulla tua missione personale e sui tuoi obiettivi. E’ una lotta. Ci sono giorni in cui non riuscirai, altri giorni in cui ce la farai alla grande. Non illuderti: non sarà facile.

Ma se non sei disposto a lottare, allora dimentica questo post.
Gianfranco

Foto di copertina dal web

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